AMERICAN ASSASSIN

(American Assassin )

di MIchael Cuesta
TRAMA

Mitch Rapp ha 25 anni e una fidanzata di cui è innamoratissimo. Ma il giorno in cui le chiede di sposarla, la ragazza rimane vittima di un attacco terroristico da parte di un gruppo di fondamentalisti islamici. Da quel momento l'unica ragione di vita per Mitch diventa quella di vendicare la sua morte


RECENSIONI

Se i blockbuster americani dell'ultimo ventennio ci hanno insegnato qualcosa, è quanto sia facile scopiazzare un concept vincente, riproponendolo in un numero indefinito di varianti, sino a prosciugarne del tutto il potenziale; del resto copiare (pardon, "ispirarsi a") una trama già collaudata riduce drasticamente le incognite di mercato, alleggerendo il carico lavorativo di sceneggiatori e produttori, troppo pigri per sviluppare qualcosa di nuovo, o troppo ignavi per promuovere un cambiamento contenutistico. Ma in questo riciclaggio cinematografico di scarso valore, parte della colpa la deteniamo pure noi, che ci ostiniamo ad assecondare l'exploitment di titoli mediocri e dalla dubbia qualità.
Chiudiamo l'invettiva (ed apriamone un'altra): ebbene American Assassin di Michael Cuesta è la perfetta esemplificazione di quanto detto finora. C'è poco (di buono) da dire su questo action-thriller di serie B dalle sceneggiatura asina, a tratti surreale e decisamente generalista: lui ama lei, lei viene uccisa dai terroristi, lui non supera il lutto e si trasforma in Rambo per farsi vendetta da solo, ma la CIA lo assolda in un team che cattura ed ammazza i super-cattivi, ed ha inizio la carneficina. Screenplay-canovaccio troppo abbozzato persino per un episodio di 24, condito con alcuni plot-holes davvero insopportabili: uno sbarbato ragazzino americano, privo di qualsivoglia preparazione riesce, in soli 18 mesi di allenamento fai da te, a dare la caccia a terroristi internazionali, sbeffeggiando l'intero lavoro dell'intelligence americana? Una superficialità eccessiva persino per mamma Hollywood; ma evidentemente Jason Bourne si nasce (non si diventa).
E se sperate che il dilettantismo scrittorio venga compensato da una scorpacciata di scene adrenaliniche e scontri brutali à la Taken, ho una brutta notizia per voi: combattimenti all'ultimo sangue, piogge di proiettili e furia omicida seppur presenti in quantità, vengono proposti in un confusionario montaggio di violenza e dialoghi prestampati, senza arte ne' parte.
Passiamo ahimè, alle caratterizzazioni: Dylan O'Brien è il protagonista Mitch Rapp, terminator magrolino in pieno disordine post-traumatico; la giovane star di Teen Wolf porta sullo schermo un eroe indefinito, dal poco carisma e troppo gracilino per essere preso sul serio. A supportare la matricola, un illustre nome della heavy-league: Michael Keaton cavalca tronfiamente la sua seconda giovinezza artistica, accettando persino di interpretare un anonimo sergente di ferro della CIA dal pessimo carattere. Interpretazione scialba e grossolana, in perfetto pendant con il suo alterego!
La triste verità la sappiamo tutti, e cioè che American Assassin non è che l'ennesimo bieco titolo rimpingua-casse, acchiappa-teenager e accaparra-sponsor: minimo sforzo, massimo risultato (economico, sia chiaro, non certo artistico). Quello che irrita non è tanto la solita formula "(trama inflazionata x CGI) + high-lister nel cast = soldi", quanto il continuo gioco qualitativo al ribasso; passi il reimpiego di materiale standardizzato, passi pure l'inesperienza dietro la macchina da presa, ma un tale livello di sciatteria è troppo anche per i tempi che corrono. Noi abbiamo allentato un po' la presa, ma Voi non tirate troppo la corda. Io vi annoierò.

Simone Filippini
Voto: 4.5
  
(01/12/2017)




FilippiniPacilio
4.5 4.5

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