AUGURI PER LA TUA MORTE

(Happy Death Day )

di Christopher Landon
TRAMA

Tree si sveglia sempre nello stesso giorno, quello del suo compleanno, e nello stesso letto, quello di Carter, senza sapere come ci sia finita. Ma alla fine di quel giorno Tree muore, per le coltellate di un maniaco...


RECENSIONI

Loop temporali su grande schermo, parliamone: abusati dagli sceneggiatori, ben accetti dai produttori, ed acclamati a gran voce dal pubblico. Un pretesto narrativo funzionale ed accattivante, pronto ad implementare l'economicità di sforzo degli screenwriter, acuendone al contempo la cura per i dettagli; aggiungiamoci pure la malleabilità di applicazione: commedia, sentimental drama, chick-flick, fantasy e sì, da oggi persino horror. Con Auguri per la tua morte, goffa traduzione dell'originale Happy Death Day (dal suono decisamente più catchy), il regista Christopher Landon, (figlio d'arte del ben più noto Michael), cerca di proporre un pungente bignami dei cult movies anni '80, in un gender blend esuberante, ma rispettoso. Quando Ricomincio da capo incontra Scream.
Una sceneggiatura impregnata di citazionismo e richiami a pellicole agé più e meno celebri, che farà sogghignare gli spettatori di vecchia generazione, affascinando al contempo l'ingente schiera di post-Millennials, quelli per cui Bill Murray è "il tizio che ha fatto Space Jam".
Il plot vede la studentessa di college Tree Gelbman (Jessica Rothe) intrappolata in un paradosso temporale, che la costringe a rivivere in loop il giorno del suo compleanno (...o della Marmotta?) in cui viene ripetutamente uccisa da un misterioso serial-killer camuffato. Inizia così l'atipica investigazione della ragazza, aiutata dal geek Carter (Israel Broussard), intenta a scoprire chi si celi dietro la maschera, così da interrompere l'incubo senza fine.
La pellicola, copia-incollando elementi disparati del cinema di genere e di blockbuster, soffre della sindrome di Balto: "non è cane, non è lupo, sa soltanto quello che non è": le dinamiche sono quelle del thriller, il villain rimanda all'horror, mentre i personaggi cristallizzano a perfetti stereotipi del teen-movie; categorizzare un titolo sta diventando, si sa, sempre più complesso, in un universo cinematografico in cui i generi ed i loro confini sbiadiscono sempre più, accorpandosi in una miscellanea pangea; ma questo non ci vieta di appioppare neologismi a prodotti atipici, quale quello in questione, perfetto esempio di slasher comedy...?
Per concludere, Auguri per la tua morte si riassume in una satira dei cliché di genere, a tratti arguta e brillante, in altri forzata e prevedibile; si scimmiotta il già visto, aggiungendoci sprazzi di consapevolezza e metacinema. Encomiabile l'elastica caratterizzazione dell'eroina, in una pindarica evoluzione da iniziale blonde-bitch a badass nell'epilogo, a suo agio con coltellacci, pistole e catchphrases. Un titolo destinato al dimenticatoio nei prossimi 5 anni, ma nel "qui ed ora" credetemi, nessuno riuscirà mai a darvi un connubio di satira da campus, romanticismo spicciolo, azione, scene jump-scary, fart jokes e date movie come questo film. Non vi resta che godervi il déjà-vu.

Simone Filippini
Voto: 6.5
  
(27/11/2017)




BaronciniDi NicolaFilippiniGregorioPacilio
4.5 6.5 6.5 6.5 6.5

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