40 SONO I NUOVI 20

(Home Again )

di Hallie Meyers-Shyer
TRAMA

Alice, da poco separata, si ritrova quasi per caso a ospitare tre giovani che sognano di sfondare nel mondo del cinema.


RECENSIONI
I ragazzi stanno bene

L'idea alla base dell'esordio alla regia di Hallie Meyers-Shyer è così sfrontata da sfidare le critiche e, in parte, disinnescarle con grazia. L'autrice mette in scena una figlia d'arte (il padre, marito discutibile, era, a quanto ripetono senza sosta i personaggi, un genio della macchina da presa), la cui creatività si esprime (o almeno, vorrebbe esprimersi) nell'arredamento d'interni e nel rapporto, affettuoso ma non per questo meno problematico, con le figlie preadolescenti, entrambe già sull'orlo della nevrosi (creativa per la maggiore, Isabel, aspirante commediografa). L'incontro con il terzetto di “giovani turchi” (lo spezzone stile Sundance del loro corto non potrebbe essere più esplicito, e siamo ancora una volta alle soglie della parodia in-volontaria), spunto per un ritorno a casa che è anche una rinascita (a questo, e non a improbabili annotazioni da rotocalco, si riferisce il titolo originale), innesca una commedia in cui si ride poco, si sorride, semmai, con un pizzico di amarezza e, soprattutto, ci si meraviglia, ché la regista (nata, giova ricordarlo, nel 1987) confeziona con innegabile abilità un film che sembra uscito dagli anni Sessanta, con qualche occasionale “zampata” alla John Hughes (dovuta soprattutto ai giovani maschi che si contendono le attenzioni della più matura protagonista, anche se l'aspetto erotico, dai potenziali risvolti omosessuali, è completamente e letteralmente rimosso). Tensioni di cartapesta, arguzie disseminate con saggezza, colori pastello ovunque (è forse il progetto per la camera della figlia di Zoey?), un racconto che assicura una perfetta assenza di scossoni fino allo scioglimento conclusivo (sempre ammesso che possa esserci scioglimento in assenza di un autentico conflitto). Insomma, un compito impeccabilmente svolto (soprattutto dal cast, ben scelto e ottimamente amalgamato), ma sfugge il significato di un film che si limita, nei suoi momenti migliori, a riciclare i luoghi comuni di un passato neppure così fastoso (ché ben altri sono i modelli della grande commedia americana).

Stefano Selleri
Voto: 5
  
(19/10/2017)




PacilioSelleri
6 5

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