THE BOONDOCK SAINTS

(The Boondock Saints )

di Troy Duff
TRAMA

Boston: due fratelli irlandesi ed un italiano uccidono i malviventi locali e diventano famosi. Un agente di polizia è alle loro calcagna.


RECENSIONI

L'indipendente Troy Duff (ex-leader della rock band "Brood") è un altro epigono di Quentin Tarantino, fra turpiloqui, eccentricità e carneficine da cartoon. Dal "maestro" prende in prestito la costruzione a flashback, la porta alle estreme conseguenze (magnifica la ricostruzione della scena del delitto in "tempo reale": il passato diventa letteralmente prossimo), fino a donare le ali ad un'opera sempre più sorprendente nelle caratterizzazioni buffe e schizoidi (superlativi il killer “Duce” e il travestito di Willem Dafoe amante dell’opera), nella spassosa “creatività” delle scene violente (il cesso come arma impropria, il gatto spappolato) e secondo trama non sorprendente ma con stile che sfocia, inaspettatamente, nell'ideologia biblica quanto reazionaria dell'occhio-per-occhio: i due "brothers, killers, saints" (frase di lancio della pellicola) sono "benedetti" dalla parola di Dio e dal prete tanto indignato per l’apatia degli umili quanto incurante della malvagità dei protagonisti. La violenza raccoglie i consensi del pubblico come ne Il Giustiziere della Notte (eccellente l'idea delle interviste nei titoli di coda, in cerca di opinioni) e La Morte Corre di nuovo Sul Fiume (si fregiano delle parole latine Veritas, Aequitas). Da giocattolo tarantinato la pellicola, dopo un evento tragico (la morte violenta dell’amico), ormeggia nell’estremismo, abbraccia un tono epico e chiude quasi grave, adocchiando una nuova fratellanza di uomini per un nuovo ordine sociale (ecco David Cronenberg, ecco la musica dei Brood), in nome di una legge superiore a quella dell'uomo, proveniente dall'Altissimo. Eresia, audacia, azzardo, ambiguità: non è ben chiaro se Duff documenti l’assurdo o sia alla ricerca di un manifesto destrorso. C’è l’ironia, ma non la distanziazione ironica di Pulp Fiction: il killer interpretato da Samuel L. Jackson torna protagonista assoluto, maledice, brucia, immola l’opera prima e la fa uscire dal mucchio.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 8




Rangoni Machiavelli
8

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