FALLEN

(Fallen )

di Scott Hicks
TRAMA

La giovane Luce è accusata ingiustamente della morte di un ragazzo che frequentava. Inviata in una struttura di correzione per minori, la scuola Sword & Cross, si ritrova al centro delle attenzioni di due ragazzi a cui si sente inspiegabilmente legata. Scoprirà che i due sono angeli caduti innamorati di lei da secoli. Tra maledizioni, incantesimi, reincarnazioni, delitti e palpiti del cuore, saranno poche le notti tranquille.


RECENSIONI

Più che uno young adult declinato al paranormal romance, come da più parti si legge, Fallen appartiene al genere “cercasi saga disperatamente”. Del resto è comprensibile, dopo che l’industria cinematografica americana è rimasta orfana di “Twilight” e “Hunger Games”, tra l’altro spremendoli oltre il lecito, ogni nuova saga letteraria viene salutata come una ghiotta occasione per battere cassa. Questa volta tocca al primo dei quattro tomi di Lauren Kate (sei considerando la divagazione “Fallen in Love” e lo spin-off “Unforgiven”), saga che in cinque anni ha venduto dieci milioni di copie nei quaranta paesi in cui è stata distribuita. Doveva essere un progetto targato Walt Disney, che ne aveva acquistato i diritti nel 2009, ma nel 2013 il colosso americano si è ritirato ed è subentrata la Lotus Entertainment che ha probabilmente ridimensionato le ambizioni della trasposizione cinematografica. Comunque sia andata il risultato è davvero modesto. È sufficiente la sequenza iniziale per capirlo, quella che mostra l’arrivo della protagonista nel centro correttivo a cui è destinata. Un luogo in teoria pullulante di gioventù e fermento, almeno a quanto dicono le sequenze successive in interno, che la panoramica esterna, però, mostra completamente privo di vita. E ti immagini la troupe trafelata in una fredda alba autunnale in Ungheria, dove il film è stato girato, che prova invano a dare credibilità a questo momento cruciale. Ciò evidenzia anche i maggiori difetti dell’opera, l’approssimazione e la mancanza di approfondimento di contesto e caratteri.

Ci troviamo quindi intrappolati in un rigido college per adolescenti disturbati dove pare che si parli solo di paradiso e inferno, i controlli sono severissimi ma si ha modo di organizzare chiassosi party notturni nel bosco e nonostante non si faccia praticamente nulla accadono un sacco di cose. Per dire, a poche ore dal suo arrivo la protagonista ha già rischiato la vita, ha un’acerrima nemica, una migliore amica, e, soprattutto, due rivali in amore. Inevitabili i rimandi a Twilight, a partire dall’espediente di un incidente per fare incontrare i due protagonisti e dare a lui la possibilità di salvare lei (là un’auto impazzita, qui una statua in caduta libera). Siamo quindi nuovamente dalle parti della giovane pulzella che cerca di inserirsi in un ambiente a lei estraneo e deve scegliere tra due giovani bellocci, aitanti e piuttosto problematici. La variante è nella sostituzione di vampiri & lupi con angeli & demoni, a cui si aggiunge una spruzzata di reincarnazione e predestinazione per dare una parvenza di novità. Le coordinate del racconto sembrano però buttate lì con poca convinzione e a dominare sono esclusivamente i cliché e l’incapacità di cavalcarli, dalla cattiva darkettona, all’amica nerd con fidanzato nerd (le solite equazioni cinematografiche discutibili). Il problema è che le circostanze, nonostante i vari spiegoni, non sono mai del tutto chiare, il triangolo affettivo è privo di spessore e la coerenza narrativa latita. Summa del disastro il finale affrettato, dove la computer grafica fa il suo ingombrante intervento per imbastire un cliffhanger dal respiro corto. Ci si domanda come sia capitato in tale guazzabuglio Scott Hicks, assurto a celebrità con Shine e poi gradualmente ridimensionato. I tre giovani interpreti fanno il possibile per bucare lo schermo, ma la sceneggiatura non li aiuta. Improbabile che “Torment”, secondo tomo della saga, arrivi al cinema. Sarà, come sempre, il botteghino a decidere.

Battuta cult (mentre i due contendenti si fronteggiano): “Stai ancora con Lucifero! Dì la verità!

Luca Baroncini
Voto: 4
  
(01/02/2017)




BaronciniFeoleSaso
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