ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

(Fantastic Beasts and Where to Find Them )

di David Yates
TRAMA

New York, anni Venti del Novecento. Il magizoologo Newt Scamandro è arrivato dall’Inghilterra con una valigetta piena di animali fantastici. In terra americana trova però una situazione tutt’altro che tranquilla.


RECENSIONI
Nostra signora dei maghi

Animali fantastici e dove trovarli è interamente una creatura di J.K. Rowling, partita da un testo di studio di Harry Potter attorno al quale, dal nulla, ha costruito un mondo ed una storia che promette di divenire saga in 5 capitoli. Affine, ma nuova, prequel del tutto indipendente, quindi, per una volta, prova di creatività piuttosto che di mancanza di idee.
Animali fantastici restituisce finalmente al pubblico un fantasy capace di far sognare e spalancare gli occhi sul grande schermo.
Portati per mano dal protagonista, giovane magizoologo con poteri soprannaturali ma emozioni e debolezze umane, troviamo ad impersonare il nostro stupore l’uomo comune, spalla fondamentale alla riuscita del film.
Newt ha pur sempre una bacchetta magica nei momenti difficili ed il coraggio intrepido di un eroe a misura d’uomo, ma Kowalski, apparentemente goffo aspirante pasticcere, è lo sguardo ingenuo dello spettatore, incredulo quando scopre di poter entrare in una valigia, ma ancor più quando al suo interno si apre un universo fantastico.
E’ poi noto come gli animali garantiscano solitamente l’attenzione del pubblico. Se si tratta come in questo caso di animali fantastici, particolarmente fantasiosi e divertenti, una buona fetta di spettatori può dirsi conquistata. Difficile ad esempio non sorridere davanti allo Snaso, talpa cicciottella col becco da papera, cleptomane quando vede oggetti brillanti.

L’ironia illumina un film altrimenti un po’ lungo. Alcune sequenze sono davvero riuscite in questo senso, basti pensare alle comiche movenze del bravo Redmayne alle prese con la bestia fantastica in calore, o anche all’amabile candore con cui la telepate Queenie legge anche i pensieri più imbarazzanti.
Anche le idee già viste, come il giocoso scambio di valigie e la pioggia che cancella i ricordi, vengono rappresentate in modo piacevole.
Il lato dark, da parte sua, non si fa troppo attendere, come il genere fantastico moderno comanda. Ecco allora la caccia alle streghe, che poi è ai maghi, ma nulla cambia. Su questo versante, alla buona riuscita contribuiscono le atmosfere, il depistaggio sulla scoperta del “colpevole”, un dignitoso Colin Farrell, ma ancor più il volto del sempre inquietante Ezra Miller (ricordate … e ora parliamo di Kevin?). C’è decisamente qualche rumorosa nuvola maligna e distruttiva di troppo, ma tant’è.
Attraverso conflitti e lati oscuri si sviluppano i temi della diversità e quello dell’identità che preme per emergere e fa paura.
La stessa impiegata del Congresso Magico statunitense che si trova ad aiutare il protagonista è incompresa dai suoi superiori che le tarpano ottusamente le ali e, anche sul suo conto, dovranno ricredersi.
Attenzione particolare a nodi cruciali dell’infanzia e dell’adolescenza, dunque, estesi alla dimensione adulta grazie alle fazioni contrapposte messe in campo: maghi e no-mag, maghi e salemiani - dialogo e coesistenza sono quanto meno possibili, se si evitano i fondamentalismi. Questioni senza tempo e richiami all’attualità rendono la pellicola attuale ma anche un classico per gli anni a venire.
In diversi punti il film fa felice il popolo di Harry Potter con riferimenti al suo universo, ma è fruibile davvero per tutti.
Il cameo finale di Johnny Depp ha l’obiettivo di innalzare la media incassi degli ultimi anni dell’attore.

Raffaella Saso
Voto: 7.5
  
(13/12/2016)




BilliSaso
7 7.5

Back