LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO

(Tarde para la ira )

di Raśl Arévalo
TRAMA

Dopo aver trascorso 8 anni in carcere per rapina, Curro è pronto è cominciare una nuova vita con la sua famiglia. Ma dovrà fare i conti con un personaggio sconosciuto, José, che lo porterà con sé lungo un viaggio inaspettato. Curro dovrà così fare i conti con i fantasmi del passato, cercando di non annegare nell’insidioso abisso della vendetta.


RECENSIONI

C’è del fermento nel nuovo cinema spagnolo. O se non altro la volontà di rivitalizzare il cinema di genere con un’energia tutta contemporanea. È il thriller il terreno d’elezione: La isla minima di Alberto Rodriguez in testa, passando per Desconocido di Dani de la Torre, fino a Tarde para la ira, atteso debutto alla regia dell’attore Raúl Arévalo (La isla minima, Gli amanti passeggeri, Azuloscurocasinegro). È una corrente istintiva, un rinnovato interesse per lo spirito del genere, un impeto che non si struttura nelle forme di una tendenza teoricamente organizzata o coerentemente revisionista. Declinato in forme più o meno autoriali, più o meno commerciali, il genere non viene scardinato nel suo apparato formale o nelle sue aspettative narrative. Si registra piuttosto un’iniezione di vitalità che va dritta alla sostanza del thriller, un intervento muscolare che si concretizza in opere solide, precise, di fattura inappuntabile.
Tarde para la ira rientra appieno in questa corrente: conferma tutto quanto detto finora, senza azzardare detour o rotture. I pregi e i limiti del film stanno dunque tutti qui. Come opera prima, il film esprime una notevole sicurezza di messa in scena, che dimostra quanto il talentuoso Arévalo abbia “studiato” nel corso dei vari set che lo hanno visto protagonista dall’altro lato della camera. Una per tutte, la sorprendente scena d’apertura: rovinosa ritirata post-rapina in adrenalinico piano sequenza con punto di vista tutto interno all’auto in fuga. Se stilisticamente Arévalo sa imporsi con una propria visione – non necessariamente inedita ma sicuramente efficace fra impennate di potenza e rallentamenti “autoriali” – ciò che impedisce costantemente al film di prendere quota è il trattamento tematico-narrativo. L’intreccio da revenge movie si sviluppa in maniera piuttosto elementare attorno alle vite di un numero ristretto di personaggi, si dipana sornione scena dopo scena per culminare in uno stanco colpo ad effetto finale che non denota alcuna urgenza: è lì più come un must del genere che come elemento che possa aprire nuove e reali prospettive sulla storia narrata. Il limite di Tarde para la ira sta tutto nel suo accontentarsi di se stesso.

Eddie Bertozzi
Voto: 6
  
(29/09/2016)




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