JASON BOURNE

(Jason Bourne )

di Paul Greengrass
TRAMA

Jason Bourne è tornato.


RECENSIONI
American Dad

A nove anni di distanza dal terzo capitolo della saga “ufficiale”, Jason Bourne ritorna in azione, più tormentato e(/benché) più indistruttibile che mai. Sepolta la ferocia dell’agente killer nella “semplice” brutalità del lottatore clandestino, la cellula dormiente viene risvegliata da un volto proveniente dal passato, che consegna la chiave (letterale) per interpretare la scena primaria da cui scaturì la decisione fatale. Nel frattempo le informazioni, come al solito, proliferano e si moltiplicano, riflettendosi e smentendosi a vicenda: nel momento in cui si crede di poter controllare la situazione, si è già stati beffati da qualcuno più scaltro, o forse solo più disilluso. Uscito (definitivamente?) di scena il produttore Doug Liman, confermato alla regia l’ipercinetico Greengrass (come sempre devoto alla sovrapposizione dei piani – e dei racconti – del reale), il film svolge diligentemente, seppur senza voli, il tema dato (siamo tutti in pericolo, anche e soprattutto quando abbassiamo la guardia – esiste il perdono, non l’oblio), si insinua con sufficiente abilità nell’attualità geopolitica (la sequenza ateniese, il panico per le vie della City, la convention di un imprenditore simil-Zuckerberg in salsa mediorientale) e, quel più conta, non perde di vista l’obiettivo primario, vale a dire il confezionamento di un intrattenimento spettacolare, monocorde ma non ottuso, che solo a tratti (il duello finale con il tiratore scelto Vincent Cassel) sembra interminabile perché ripetitivo (e viceversa).

Stefano Selleri
Voto: 6
  
(19/09/2016)




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6 5.5 6.5 7 5.5 6

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