LA TELA DI CARLOTTA

(Charlotte's Web )

di Gary Winick
TRAMA

Fern è uno dei due unici esseri viventi che vedono nel maialino Wilbur le caratteristiche che ne fanno un’autentica perla nel porcile. Al trasferimento in una nuova fattoria, Wilbur allaccia la seconda profonda amicizia della sua vita con un ragno di nome Carlotta e il loro legame spinge gli altri animali a iniziare a comportarsi come una grande famiglia. Quando per Wilbur giunge il momento di essere trasformato in salsicce, nulla sembra poterlo salvare dal suo triste destino, ma sarà Carlotta a usare la sua ragnatela per convincere il fattore che Wilbur non è un


RECENSIONI
Appeso a un filo

Il libro omonimo di E.B.White è un vero must per l'infanzia nei paesi di cultura anglosassone e in tutto il mondo ha venduto più di 45 milioni di copie. Ovvio che l'industria cinematografica abbia fiutato l'affare. Il compito viene affidato a Gary Winick e punta sull'ormai rodato giochino di affidare le voci dei personaggi di sintesi ad attori famosi (tra gli altri Julia Roberts, Robert Redford, Steve Buscemi, Kathy Bates e John Cleese). A collegare il mondo virtuale degli animali parlanti con la realtà di un microcosmo rurale, la piccola Dakota Fanning, babi-diva di spaventosa determinazione e consumata bravura. Sollecitare la sospensione dell'incredulità spetta invece alle note riconoscibili ed evocative di Danny Elfman, con una colonna sonora a volte un po' ingombrante ma in grado di sottolineare con adeguata enfasi il racconto. Il risultato ha i limiti e i pregi dell' onesta trasposizione cinematografica di una favola: buoni sentimenti, messaggio edificante dagli intenti smaccatamente educativi, qualche risata e un accenno di lacrime. Forse tutto un po' troppo zuccheroso e senza ombre per poter davvero colpire il cuore indurito dello spettatore, ma sicuramente destinato più a un pubblico infantile che adulto. L'amicizia tra un maialino destinato al macello e un ragno virtuoso è comunque atipica e offre spunti di riflessione non banali sulla "diversità", su una grandezza legata più all'ingegno che alle dimensioni, sull'importanza della forza di volontà e sul potere della solidarietà. Determinante, dato il soggetto, la resa visiva degli animali parlanti e della loro interazione. Da questo punto di vista la computer grafica fa miracoli, ma resta il limite, oggettivo, di un protagonista (il maialino) e di un'ambientazione rustica troppo debitori nei confronti di "Babe - maialino coraggioso", tanto che sembra di assistere a un'ulteriore tappa delle sue avventure. Unica vera sfida, felicemente superata, la rappresentazione di sintesi del ragno co-protagonista, fedele ai movimenti aggraziati con cui si configura in natura e solo un poco ammorbidito nell'aspetto per renderlo meno minaccioso. Se tutto il progetto non fugge da una professionale convenzionalità, la vera magia è quella di potersi librare con leggerezza insieme al ragno e alla sua tela "parlante", mostrando la peculiare e insostituibile capacità del cinema di renderci, anche solo per un attimo, quello che non siamo.

Luca Baroncini
Voto: 6.5




BaronciniCoccia
6.5 6

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