CALVARIO

(Calvary )

di John Michael McDonagh
TRAMA

In uno sperduto paesino irlandese, Padre James riceve una confessione inquietante: un uomo a lungo abusato dai preti vuole vendicarsi uccidendo lui, un buon prete. Padre James ha pochi giorni per decidere cosa fare.


RECENSIONI

La principale virtù di Calvary, oltre la buona prova di Gleeson, è la curiosa combinazione di violenza, disperazione filosofica e humour. La cornice – onesto sacerdote prova a portare conforto a una sfilza di personaggi disperati – non collassa nello stereotipo e nel piagnisteo: anzi, la scrittura spesso stupisce per i guizzi di arguzia, l’intelligenza e l’odio per il luogo comune. Il personaggio di Gleeson non s’impigrisce mai nel battibecco con i pittoreschi parrocchiani, ma tiene sempre vispa l’intelligenza del dialogo: onesto, sempre pronto ad ammettere l’errore o il dubbio, infastidito dalle banalità, dagli automatismi retorici e dai fronzoli. Padre James crede anche nel cambiamento, nel libero arbitrio e in un futuro migliore. E qui si scontra con la desolante meccanica che fa avanzare ciascuno dei personaggi verso il proprio cupo destino ineluttabile. Il prete si muove come un dispensatore di consolazioni inutili, non come un vero strumento di cambiamento: nessuno lo ascolta, nessuno gli crede, sembra che in paese lo sport preferito sia prenderlo in giro o metterlo in difficoltà. Il fato, poi, dà ragione ai cinici e disperati parrocchiani: forse le cose non si possono cambiare.
Lo script di McDonagh, tolti questi pregi, risulta pretestuoso. Il prete passa di tappa in tappa attraverso scenette e personaggi un po’ artificiali – dei pretesti, appunto, per consentire lo snocciolamento di riflessioni morali, dilemmi esistenziali o conflitti interiori. I dilemmi, però, sono noti – e padre James non ha idee particolarmente innovative per risolverli, se non questa specie di pragmatismo diretto e compassionevole. Così rimane la tensione di un piacevole pseudo-thriller sospeso tra farsa demenziale e riflessione spirituale, i motti arguti, l’intelligenza del prete – non resta molto dei personaggi-pretesto, del contenuto dei pistolotti, dello scioglimento della vicenda.

Roberto Tallarita
Voto: 7
  
(10/06/2015)




BellucciCompianiDi NicolaFeolePacilioRangoni MachiavelliSangiorgioSaso
7 6.5 6.5 7.5 7 7.5 7 7
Tallarita
7

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