CAPTAIN AMERICA - THE WINTER SOLDIER

(Captain America: The Winter Soldier )

di Anthony e Joe Russo
TRAMA

Lo scongelato Steve Rogers cerca di adattarsi alla vita moderna mentre allo S.H.I.E.L.D. ne succedono di tutti i colori.


RECENSIONI

Ormai è diventato difficile valutare i film della Marvel Studios. Il gioco dei rimandi interni, degli agganci, delle esche narrative che proiettano verso il futuro della produzione cinematografica Marvel si è fatto talmente fitto da togliere autonomia ai singoli film. Banalmente, ormai ognuno di questi film somiglia, concettualmente, a un albo a fumetti, realmente “giudicabile” solo adottando uno sguardo sinottico, d’insieme, al netto dell’albo più o meno riuscito. E Captain America: The Winter Soldier ci è sembrato comunque un albo sostanzialmente riuscito.

A livello narrativo, le vicende S.H.I.E.L.D. / Hydra rendono (o danno l’impressione di rendere) l’episodio un episodio a suo modo chiave nell’universo Marvel, non incentrato esclusivamente sulla figura del supereroe di turno ma di importanza, diciamo, più generale. Non una pietra angolare ma qualcosa del genere. Per far questo, certo, occorrono quasi 130 minuti di film. Perché comunque Captain America vuole il suo spazio, essendo tra i personaggi più complessi dell’Universo Marvel in virtù della propria trasversalità cronologica (e “ideologica”) che innesca un gioco costruito in abisso, diciamo intra- ed extra-diegetico, sul mutamento del concetto stesso di supereroe e sull’evoluzione del patriottismo e del nazionalismo declinati all'intrattenimento.

Sono 130 minuti in cui si accarezzano modi e tempi dello spy thriller, in cui si dà in pasto al pubblico generalista un po’ d’azione d’ordinanza, si coccolano i Marvel addicts con i continui link al passato/presente/futuro della MarvelSaga. Si fa tutto questo con un prodotto ormai standardizzato. Il MarvelMovie. Un genere quasi a sé nel quale però non mancano differenze interne. Di tono e di impostazione registica: cambiano i dosaggi dell’elemento ironia (dal sovradosaggio di Iron Man al minimo sindacale di Captain America), cambia l’impatto più o meno digitale (The Avengers era un tripudio di CGI, questo è assai più analogico, almeno come look, diciamo) e cambia, come già detto, il peso specifico narrativo all’interno della cosmologia marveliana, peso che qui viene spacciato per elevato, con timidi accenni di “evento” alla Nolan (abilissimo a gonfiare artificialmente le ambizioni dei suoi film).

Gianluca Pelleschi
Voto: 6.5
  
(25/04/2014)




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5 6.5 7 6

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