LA CASA DEI VAMPIRI

(House of dark shadows )

di Dan Curtis
TRAMA

Al cospetto della facoltosa famiglia dei Collins si presenta un cugino proveniente dall'Inghilterra. Si tratta, in realtà, di un vampiro che sta seminando il terrore nella zona.


RECENSIONI

Dan Curtis, promotore negli Stati Uniti di un horror gotico in stile "Hammer", esordisce portando sul grande schermo la sua popolare serie televisiva “Dark shadows”. Come variazione sul mito di Dracula, non offre molto di nuovo: il sottotitolo ideale potrebbe essere "una cura per il vampiro innamorato", con il principe della notte di Jonathan Frid che, oltre a ricordare tantissimo la maschera di Boris Karloff, esercita un forte magnetismo erotico sulle sue vittime femminili (le fa addirittura ingelosire…) e resta una figura ambigua, vale a dire né redenta (anche quando è "guarito" sa essere malvagio con il suo servo), né del tutto negativa (agisce in modo romantico). La mancanza di rifiniture nella sceneggiatura aiuta poco (non si capisce se Barnabas torni vampiro per colpa della dottoressa o perché era inevitabile; la figura del servo Willy agisce in modo del tutto incoerente nel finale), ma la regia parte subito in quarta, senza prologhi, intenta a spaventare (con successo), a creare un'atmosfera lugubre ed inquietante, con un inventivo utilizzo di soggettive (anche false, come se fossero il punto di vista di qualcuno che scruta i personaggi di nascosto) e riprese dall'alto. Tuttavia, il plauso più sentito va allo scopritore delle location e allo scenografo Trevor Williams: fra imponenti ville coloniali fatiscenti, giardini delle streghe e paludi immerse nella nebbia, il lavoro di quest’ultimo esalta ancor di più durante la cerimonia nuziale finale.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 7




Rangoni Machiavelli
7

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