LA CALDA NOTTE DELL’ISPETTORE TIBBS

(In the heat of the night )

di Norman Jewison
TRAMA

La cittadina Sparta, nel Sud degli Stati Uniti, è fondamentalmente razzista: crea non poco subbuglio il fatto che lo sceriffo locale, per le indagini sull’omicidio di un industriale bianco, sia costretto ad essere affiancato da un poliziotto di colore del nord.


RECENSIONI

Notevole la sceneggiatura di Stirling Silliphant, soprattutto nella prima parte, dove lo studio d’ambiente e gli scontri psicologici non passano mai in secondo piano rispetto al meccanismo giallo. Anche il modo di affrontare la problematica razzista è abbastanza inedito, nel momento in cui i pregiudizi dell’uomo bianco sono posti di fronte al valore dell’essere umano e della sua professionalità, prima ancora che al diverso colore della pelle: i preconcetti si diradano man mano che avviene l’interazione, perché la radice prima del razzismo è sempre la paura del diverso, il rifiuto della conoscenza (= ignoranza) di un altro-da-sè già etichettato dalla società. Norman Jewison, nella sua carriera, ha sempre alternato commedie e ritratti drammatici, riuscendo meglio in quest’ultimi: per l’epoca, sono notevoli anche certe sue invenzioni “tecniche”, di posizionamento e movimento della macchina da presa. Sidney Poitier, esponente bello e sagace della comunità afroamericana, è stato un attore di per sé fondamentale nella progressiva “accettazione/valorizzazione” della sua razza nella coscienza collettiva, ma il personaggio davvero indimenticabile del film è il poliziotto mastica-gomme (con occhiali che divennero di moda) di Rod Steiger, ricco e generoso di sfumature. Un ottimo lavoro di squadra dunque (ricordando che al montaggio c’è Hal Ashby e alla fotografia Haskell Wexler), per un’opera altamente emozionante, premiata con cinque Oscar. Musiche di Quincy Jones, canzone di Ray Charles.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 8




Rangoni Machiavelli
8

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