WRONG COPS

(Wrong Cops )

di Quentin Dupieux
TRAMA

La quotidianità allucinata, ma non per questo meno ridicola, di un gruppo di poliziotti che, in una Los Angeles mai così surreale, fanno di tutto per comportarsi male, dando sfogo ai loro istinti più bassi e contravvenendo loro per primi alla legge. Quando ci scappa il morto (nella fattispecie un vicino di casa ucciso involontariamente) la situazione sembra sfuggire di mano: e tra ricatti, improbabili alleanze e situazioni paradossali, l’epilogo non può che essere tutto da ridere. (dal catalogo del Tff)


RECENSIONI

Nato come cortometraggio autopromozionale per la musica di Dupieux/Mr.Oizo esaltato dall’egida della guest star Marylin Manson, Wrong Cops s’è sviluppato nel tempo, tassello per tassello, finanziamento dopo finanziamento, aumentando via via il numero di capitoli e durata. 14 i minuti presentati a Cannes 2012, 45 quelli ospitati al successivo Sundance, infine 82 a Locarno, dove è stato selezionato per Torino. Ludico cinema pubblicitario sulle passerelle del cinema d’arte, il film del musicista e filmmaker francese è costituito da blocchi che s’aggiungono e dispiegano i precedenti, li precisano: la struttura narrativa di questo film in progress, il cui titolo richiama un universo testuale autoreferenziale e un progetto d’espansione (il precedente film di Dupieux si intitola solamente Wrong), porta all’esasperazione quell’attitudine all’appiattimento di linee temporali che ha come pietra angolare Pulp Fiction, con quell’intreccio ridotto a zapping tra i canali della cronologia, come in un banco di prova per la già flebile verosimiglianza interna della fabula. Corrotta la Legge, con i suoi schifosi uomini e donne in divisa, Wrong Cops si sollazza con il domino rocambolesco degli effetti: così, compromesso l’ordine, il mondo propina continue aberrazioni del contesto sociale, in un non sense basato sulla mancanza di riconoscimento delle convenzioni ambientali, su sfregi sempre maggiori a quel che chiamiamo pragmatica. Questa ridefinizione del contesto quotidiano - da sempre oggetto di ricerca del cinema di Lynch (qui omaggiato dalla presenza di Ray Wise e Grace Zabriskie), di cui Dupieux propone un bignami stilizzato e caricaturale - è alla base di gag parossistici che irridono la patina del politicamente corretto, svuotano le immagini di ogni residuo d’antica morale, mostrano il grottesco agire del puro principio di piacere di un microcosmo ridotto alle apparenze: il discografico (che dice: «il 95% del successo è marketing, solo il resto è talento») scambia una persona morente per una persona trasvestita da persona morente , l’agente protagonista scopa con un travestito mentre pratica l’omofobia a scopo d’estorsione, ricattando un uomo condannato per un’immagine di un rapporto omosessuale. C’è sempre qualcosa di sbagliato, di wrong, nel modo di conoscere il mondo di questi personaggi: nessuno si chiede di cosa soffra il personaggio di Eric Judor, privo di un occhio e con un enorme massa tumorale sulla fronte; un obeso ritardato chiacchiera amabilmente con la moglie e l’uomo con cui ha appena copulato, mentre questi si rivestono; di fronte a un cadavere in salotto due agenti di polizia si occupano della cucina e del bagno; la musica di Oizo è sempre il centro dell’attenzione, il fulcro della discussione, ciò che muove gli eventi. Ed è questo il punto. Wrong Cops è un film trash, un acido fumetto compiaciuto delle proprie abiezioni, abitato dalle caricature idiote di una sitcom gretta e allucinata. Ma non solo: è anche un grande film, perché conduce, come oggi raramente accade, il demenziale alla sua espressione pienamente politica, perché mostra la perversione della visione e della comprensione del mondo, perché è un film su un ordine vizioso, un film sull’opera dell’ideologia, sull’ideologia al lavoro.

Giulio Sangiorgio
Voto: 7.5
  
(13/01/2014)




BellucciDi NicolaFeolePacilioSangiorgio
7 7.5 8 7.5 7.5

Back