IL CANTO DEGLI UCCELLI

(El cant dels ocells )

di Albert Serra
TRAMA

Il viaggio dei Re Magi per raggiungere il Messia, appena nato, portargli doni e mostrargli devozione. I tre attraversano il deserto dei ghiacci e quello di sabbia, vivono seguendo il corso delle stagioni, in armonia con la natura, nutrendosi di cose semplici e dormendo sotto le stelle.


RECENSIONI

Soffocare l’afflato epico del Mito, senza mortificarlo: dopo Honor de cavalleria, incentrato sulla figura di Don Chisciotte, in El cant dels ocells il trattamento Serra è riservato alla ricerca dei Magi, al cammino verso il Messia. In un plumbeo b/n al Mito viene preclusa l’enfasi dell’azione, il tempo si dilata mentre la mdp contempla, straubianamente, il suo scorrere; non che l’attentato all’epos abbia vocazioni realizzanti, perché se mira al vero lo fa per oltrepassarlo: l’obiettivo è un luogo lunare, intriso di non-sense, teneramente grottesco, sur-reale. Con rigore sornione Serra si sofferma sulle goffe indecisioni dei personaggi, parsimonioso nei dialoghi, regala momenti di comicità dislocante, giocati sulla durata dell’inquadratura (mdp fissa, i Magi in lontananza si incamminano su una collina, la oltrepassano, svaniscono dietro di essa; nel cielo lo scorrere delle nubi offusca la stella cometa, i tre ricompaiono, ripercorrono disorientati il medesimo percorso), sulla banalizzazione dei gesti (Giuseppe, mentre indica i Magi: “E questi chi sono?”), raffinatamente giostrati sulla retorica religiosa (per gran parte del film lo spettatore sospetta che Gesù sia riassunto dalla figura dell’agnello) o, ludicamente, sul linguaggio dei personaggi (su tutti l’esilarante confronto tra i sogni). El cant dels ocells è pervaso da un senso religioso stralunato, ma rispettoso, nel profondo: al momento dell’incontro tra i Magi e la Sacra Famiglia, l’irrompere della musica sacra suona come monito, tono divergente che si fa reminescenza circa il terreno battuto. Qui il Cinema si inchina al Mito, mai desacralizzato, piuttosto ri-dimensionato, non degradato, ma, rispetto agli abituali lidi, collocato pudicamente altrove.

Giulio Sangiorgio
Voto: 8.5




Sangiorgio
8.5

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