SUBMARINE

(Submarine )

di Richard Ayoade
TRAMA

Oliver Tate ha quindici anni e due obbiettivi: ricostruire l'armonia familiare e riconquistare la ragazza di cui è innamorato.


RECENSIONI

Con tono sommesso e lieve la voce fuori campo di Oliver Tate ci introduce nella sua stanza e nel suo mondo, suggerendoci di stare alla sue spalle, di seguire la sua prospettiva in un continuo dentro-fuori dalla sua storia, dalle sue vicende amorose e prima di tutto familiari.
La storia in questione è un percorso ad ostacoli (evidenziato anche dalla struttura del film in capitoli), una lista di problemi da risolvere rigorosamente in ordine cronologico in cui solo se risolto il punto 1, ovvero acquietare le divergenze tra i genitori, si può passare ad esaminare la questione successiva, la storia d'amore con la coetanea Jordana.
Il quindicenne Oliver scandaglia le vite degli altri situandosi in una zona grigia sommersa dalla quale cerca di muovere i fili intrecciati dei personaggi che animano il suo universo, riuscendo solo, nonostante i suoi goffi sforzi, a complicare le situazioni e mai a risolverle. L'impotenza difronte alle vicende della vita, la passività e l'infelicità a cui è mestamente costretto Oliver si specchiano nella figura paterna definita da un atteggiamento remissivo e letargico, afflitta da una profonda e duratura depressione.

Nonostante l'animosità confusa del piccolo protagonista, Submarine è una riflessione disincantata sulla depressione e sulla sensazione, vissuta a più livelli, di appartenere a quello spicchio di umanità sommersa che tenta e che fallisce, tradendo in questo modo la possibilità di incidere realmente sulla vita propria e altrui che invece continua a scorrere distrattamente.
Lo stile di Ayoade, tra il malinconico e il divertito, cuce insieme le imprese adolescenziali ma non per questo meno disperate di Oliver, cercando di alleggerire il carico sospeso e riuscendoci nella media, ma senza incidere fino in fondo in maniera decisa. Tutto è in linea nella medietà: gli alti e i bassi sono impastati della stessa atmosfera e ogni elemento fatica ad emergere nella sua indipendenza e forza, ma del resto è proprio questo mood ad imprigionare il protagonista nella condizione sospesa in cui viene descritto, perso, come gli altri in una vita trascorsa sotto la superficie increspata dell'acqua che lascia sopravvivere ma non brillare.

Martina Bartalini
Voto: 6.5
  
(23/07/2013)




BartaliniDi NicolaFavaraFeolePacilio
6.5 6 7 7 6.5

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