AYER NO TERMINA NUNCA


di Isabel Coixet
TRAMA

Barcellona 2017. Una coppia si incontra dopo cinque anni di separazione.


RECENSIONI

Abbiamo sempre amato la via di Isabel Coixet al melodramma, coreografia kitsch di stereotipi saturi squarciata dal realismo, da ferite vere che si confrontano con la realtà e con la Storia, da cicatrici che vanno oltre il borghese sentimento d’amore, ma sanguinano di traumi profondi, di bisogni primari negati, di castighi che non seguono delitti, di ingiustizie sociali, fisiche. Un cinema scomposto nella scrittura, eccessivo ed irritante. Un cinema urticante, umorale, viscerale. E qui ripiegato in interni sfatti, in un paesaggio di rovine a fosco cielo aperto che articola, con stilizzato ed elementare senso dell’apocalisse, le conseguenze prossime venture (siamo nel 2017) della crisi attuale, satireggiando becero e sfacciato mentre inscena, come sempre, il ritorno di un rimosso, il manifestarsi violento del passato sul presente. Ci sono un uomo, una donna, c’è il loro ritrovarsi, anni dopo la separazione. Ci sono i diversi modi di colmare l’assenza, un lutto da elaborare, le parole non dette, le differenze nell’affrontare lo stato d’emergenza economica, la domanda sul valore politico di ogni singola decisione. Il viaggio dello spettatore è nei dialoghi, nello stillicidio di verità che lentamente emergono, nel rapporto prossemico tra i corpi, nei gesti. Nel cercare di comprendere l’uno e l’altra, nello sfaccettare via via il proprio giudizio sul loro comportamento, nello scollarsi e riattaccarsi fuori luogo dell’etichetta etica. Cinema digitale consapevolmente naïf, ancora ossessionato dai fantasmi, prossimo a un’eccentrica messa televisiva televisiva di un testo teatrale, in cui l’effetto dell’alta definizione fa, consciamente o meno, attrito con l’eloquio letterario, con le derive pubblicitarie, e sposa meste fantasie futuristiche.

Giulio Sangiorgio
Voto: 6
  
(08/04/2013)




PacilioSangiorgio
5.5 6

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