LA CHICA DEL SUR


di José Luis Garcia
TRAMA

l caso portò il regista in Corea del Nord nell'89 per il Festival Internazionale della Gioventù, poco dopo il massacro di Tian’anmen e poco prima della caduta del muro di Berlino. L'evento venne scombinato dall'arrivo di Im Su-kyong, la “ragazza del Sud” arrivata al Nord con una promessa di pace e unità. Ossessionato dai Super VHS filmati durante quel viaggio, il regista decide di tornare in Corea del Sud in cerca di quella ragazza. (dal Catalogo del TFF)


RECENSIONI

Un ricordo d’ideali infranti si flette dentro una nuova dimensione intima che ricontestualizza e decifra la lezione della Storia.
José Luis Garcia è consapevole quanto la sua ossessione per l’eroina Lim Sukyung sia soprattutto un tentativo testamentario di riallacciare, in una nuova prospettiva, quel dialogo con l’altro a suo tempo così promettente, dove l’impeto di unione e pace, d’integrazione delle differenze era la linfa ideologica di una sognante Gioventù alla quale lui apparteneva.
E’ quindi tempo per riflettere e rielaborare quanto è stato, in un toccante diario-documentario pronto a costituirsi come mezzo di analisi del passato, nella riduzione dell’afflato collettivo in ferita personale, privata, presa di coscienza di una comunicazione disfunzionale che sancisce la siderale distanza tra Occidente e Oriente (analogamente tra Corea del Nord e Corea del Sud).
Cosa è rimasto di quella figura cristica che fece collassare l’opinione pubblica con messaggi di uguaglianza e fraternità?
Sukyung, ora professoressa universitaria, vive il lutto di un figlio scomparso, la diffidenza di una società che la cataloga come weird e scomoda, prendendo atto del cambiamento ormai inesorabile.
Cercando di sfondare la corazza di una donna tanto magnetica quanto scostante, Garcia realizza un messaggio di speranza, trasforma l’apriori idealizzazione verso Lim in un gesto di carità umana che trascende ogni tensione politicizzante.
Lo sguardo cerca ostinatamente un contatto che possa lasciare uno spiraglio d’intesa reciproca e, quando la sua Argentina, come per epifania, diventa il tassello mancante per integrare parte del dolore di un figlio perduto, qualcosa si muove e la lezione, un tempo impartita da una presunta fanatica messaggera, trova un punto di arrivo. O forse, si spera, una nuova partenza.

Marco Compiani
Voto: 7.5
  
(05/01/2013)




Compiani
7.5

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