CUORE DI TENEBRA

(Heart of darkness )

di Nicolas Roeg
TRAMA

Il capitano Marlow è incaricato, dalla compagnia che commercia in avorio, di rintracciare il loro agente Kurtz nel mezzo della foresta congolese. Si dice che sia impazzito e che gli indigeni lo adorino come un dio.


RECENSIONI

Opera tratta dal romanzo breve (1902) di Joseph Conrad che aveva ispirato l’Apocalypse Now di Francis Ford Coppola: commissionata dalla TV via cavo, è più fedele (ma non troppo), letteraria (si doveva anche tener conto della produzione televisiva), usa mezzi prettamente cinematografici ed è girata nelle location originali (Gran Bretagna e Belize). La regia è del grande Nicolas Roeg, a proprio agio con il tema del viaggio allucinato nell'inconscio: l'autore, sin dalle prime battute, ci immerge, se non affoga, in un'odissea della mente, in un percorso simbolico alla scoperta dell'Io più nascosto, oscuro, nel cuore della tenebra o nella tenebra del cuore. Dissemina inquietanti Oscuri Presagi (le bandierine sulla mappa che si muovono al vento, il continuo ansimare e le voci off dalla giungla, le immagini di un puzzle che si ricomporrà, una mummia, il fiume insanguinato), incubi (l'elefante martoriato), presenze minacciose (gli uomini di Kurtz). Con il dettaglio dell'epidermide di un pachiderma, è allusivo il progressivo addentrarsi negli abissi dell'inconscio (la foresta), dalla dura "scorza" iniziale fino ai suoi guardiani (gli indigeni che adorano il dio-Kurtz ma l'hanno come imprigionato in se stesso), attraverso un mortale fiume-serpente che, con l'aiuto di un "amuleto" (il sangue dell'amico morto) porterà Marlow al cospetto del Sommo, dio/diavolo/cuore delle orde dell'oscurità nella stazione più lontana dal baricentro del verosimile. Kurtz è un soggetto enigmatico che incombe ovunque, come i demoni perseguitano la mente umana. Marlow deve liberare questi fantasmi che, attraverso l'abissale solitudine, possono portare alla pazzia, vegetando sui simulacri di un passato senza storia (i quadri/demoni di Kurtz, l'Africa). E aprirà gli occhi sulla disumanità della società occidentale basata sul capitalismo. Roeg è Cinema.    

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 7.5




Rangoni Machiavelli
7.5

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