NON APRITE QUELLA PORTA

(The Texas Chainsaw massacre )

di Tobe Hooper
TRAMA

Cinque ragazzi, fra cui uno in sedia a rotelle, viaggiano su di un furgone, diretti in un paesino del Texas. Un autostoppista, psicotico ex-boia di un macello, mette loro paura.


RECENSIONI

Agghiacciante e claustrofobico anche quando è giocato negli spazi aperti: ha il colore del sangue rattrappito e trasmette il fetore della carne morta per tutta la sua durata. L’esordiente Tobe Hooper diventa subito regista di culto e, col passare degli anni, sarà ben visibile l’influenza di questo film “gore” (sui vari Halloween e Venerdì 13), sgradevole e, al contempo, grottesco, dove orribile diventa la società tutta (le notizie poco confortanti dalla radio), proiettata in un lembo di terra texana dove non esistono vie di scampo, né Legge né Civiltà. La voce narrante avverte che l’episodio è realmente accaduto, un emblematico e raccapricciante brano di storia americana; il  tutto, però, può essere letto anche come pamphlet vegetariano e animalista: i carnivori recidivi stiano alla larga dalle minuziose descrizioni delle tecniche di ammazzamento nel mattatoio, dalla “simpatica” famiglia di macellai che non riesce più a distinguere fra carne umana ed animale, dalle vittime che subiscono trattamenti simili a quelli delle bestie al macello, dall’artista che compone sculture con cadaveri e ossa, dal grugnante Leatherface (con la maschera di pelle umana e la motosega presa da L’Ultima casa a Sinistra). Non è però nelle intenzioni di Hooper essere farsesco: il suo è un film allucinato (complice il commento sonoro psichedelico), martellante e angosciante, con un uso inventivo della macchina da presa e del montaggio (inquadrature dal basso, concatenazione delle scene a singhiozzo dall’oggetto del terrore fino all’interno dell’occhio della vittima/spettatore: un riuscito tentativo di filmare la paura). Brividi Doc, atmosfera malsana, tensione: lascia in agonia per un’ora e mezza, come la prima vittima colpita da un martello e in preda ai rantoli o come la ragazza appesa per la schiena ad un gancio. Con orgoglio, VM 18.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 9




Rangoni Machiavelli
9

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