GLI AMMUTINATI DEL BOUNTY

(Mutiny on the Bounty )

di Lewis Milestone
TRAMA

Nel 1787, da Portsmouth, salpa il Bounty. Fra l’equipaggio, un rude capitano alle prime armi, un comandante in seconda gentiluomo e un giardiniere del Re. Hanno il compito di trasportare la pianta del pane da Tahiti in Jamaica e, per rispettare la tabella di marcia, il comandante non esita a vessare i subalterni.


RECENSIONI

Fra l’equipaggio, un rude capitano alle prime armi, un comandante in seconda gentiluomo e un giardiniere del Re. Hanno il compito di trasportare la pianta del pane da Tahiti in Jamaica e, per rispettare la tabella di marcia, il comandante non esita a vessare i subalterni./ Rifacimento di La Tragedia del Bounty (1935), a partire dal romanzo di Charles Nordhoff: tenendo conto, anche, della versione con Mel Gibson negli anni ottanta, quella del 1935 resta la migliore. L’opera di Milestone, al suo ultimo film, parte bene, ha larghezza di mezzi e pone subito in essere lo scontro di caratteri, riservando ad un grande Trevor Howard quello sofferente di complesso di inferiorità e ad un Marlon Brando anonimo prima, troppo istrionico poi, quello del gentiluomo oltremodo diplomatico. Purtroppo preferisce imbottire la sua abnorme lunghezza (3 ore) con le scene spettacolari (ottima quella della prima tempesta in mare) e l’idillio a Tahiti, dimenticando la cura e l’approfondimento di certi snodi narrativi, il climax (cresce l’odio per il comandante nella prima parte, si spegne a Tahiti, poi ricompare senza continuità), la maturazione delle psicologie (irrisolta quella servita a Brando: da superficiale menefreghista a scrupolosa, senza fasi intermedie), la misura (il patetismo, figlio del Brando attore-regista, della seconda parte). Ha sicuramente influito sulla resa finale una produzione travagliata, passata di mano in mano nella regia (anche Carol Reed, protestato da Brando) e nella sceneggiatura (sette scrittori): il flop commerciale è stato considerevole, con 18 milioni di dollari non recuperati. Brando trovò moglie (Tarita), altri nemici (Richard Harris) e la fine del suo stardom dittatoriale: gli Studios decisero di non dare più spazio alle sue richieste capricciose. L’uscita in DVD, nel 2005, ha risanato il pomposo commento sonoro di Bronsilau Kaper e reintegrato un prologo con il giardiniere come narratore.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 6




Rangoni Machiavelli
6

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