CLOCKERS

(Clockers )

di Spike Lee
TRAMA

New York: il fratello di un giovane spacciatore viene arrestato per un omicidio che ha confessato. Il poliziotto che segue le indagini non gli crede e indaga, convinto che stia proteggendo il cattivo "clocker".


RECENSIONI

Street-gangster movie gergato, in "nero", nato da una collaborazione dello ying e yang (nel senso di black and white: due facce della stessa medaglia) del genere. L'italiano Martin Scorsese (produttore) e l'afroamericano Spike Lee: il primo fornisce l'attore Harvey Keitel e il romanziere Richard Price (Il Colore dei Soldi), il secondo sposta l'ottica, come suo solito, dal punto di vista degli afroamericani, condannando lo spaccio per orgoglio di razza ("Uccidiamo la nostra stessa gente"), inveendo contro una polizia bianca corrotta e razzista, accusando d'ipocrisia i venditori di morte che intimano al proprio clan di "non farsi". Lee non rinuncia a siparietti più buffi, allo stile da reportage che negli esordi denunciava più direttamente l'eredità nouvelle vaguiana, ma il suo film si fa via via più teso, nervoso, urlato, disperato e, nonostante qualche "nebbia" logica, si distingue per la complessità con cui definisce i contorni di Bene e Male: non salvifica il personaggio principale ma dimostra come l'ambiente in cui cresce è vittima di un circolo vizioso d'educazione al crimine, da cui non si sfugge, stretti nella morsa da amici malfidati, poliziotti stupidi e pieni di pregiudizi. L'umore è cinico: secondo l'autore, la manipolazione che dà peso alle apparenze condannando lo sbandato di turno è tale che non si arriverà mai a cogliere il vero nocciolo del problema, a debellare l'elemento scatenante della delinquenza o del bisogno di droghe. Il malessere è diffuso, non esistono solo le "pecore nere". Una via d'uscita Lee la dà: coltivare le proprie passioni per uscire di scena (l'allegoria dei trenini, hobby di "Strike") e demitizzare la violenza mostrandola nella sua crudezza, come un coroner della scientifica, insistendo sui corpi maciullati dai proiettili, deturpati dalle battute sprezzanti di un corpo di polizia assuefatto.  

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 7.5




Rangoni Machiavelli
7.5

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