BED TIME

(Mientras duermes )

di Jaume Balagueró
TRAMA

Cesar fa il portiere in un condominio di Barcellona, è afflitto da infelicità cronica e prende tremendamente sul serio il noto detto "mal comune mezzo gaudio".


RECENSIONI

Balaguerò si congeda, almeno momentaneamente, dal fantastico e si lancia nel thriller tradizionale. Di più. Tenta forse la carta del thriller autoriale, visto che cita più o meno direttamente Hitchcock, schiaffa un tomo bergmaniano in bella vista su un comodino e intanto (cerca di) rende(re) Mientras Duermes riconoscibile come “film di Jaume Balaguerò” (dall’ambientazione condominiale, alla freddezza chirurgica dell’inquadratura passando per l’eco horrorifica classica del “mostro” nascosto sotto il letto). Il colpaccio gli riesce? Sì e no. Il film è troppo meccanico e scoperto. Il funzionamento del congegno è chiaro fin da subito: indizi misteriosi disseminati a partire dalla prima sequenza, frammenti narrativo/visivi poco decifrabili se non col nesso di (poco) poi, impianto suspense-orio di sovraesposta “maturità”, con ritmi meditabondi e abbondanza di primi piani concessi ai protagonisti, specie al bravo Luis Tosar, capace di dare consistenza e credibilità a un personaggio scritto non così bene come sembra.

Perché in fondo, il film della maturità di Balaguerò ha fin troppi precedenti più o meno nobili – da L’inquilino del terzo piano a Uno sconosciuto alla porta per arrivare al recente The Resident – e si fonda su un presupposto esistenziale un po’ forzato (l’infelice cronico che trova conforto nell’infelicità altrui) ed evidentemente stiracchiato oltre i suoi limiti naturali per fornire solidità alla sceneggiatura. E anche la caccia al plot hole rischia di essere fruttuosa: possibile che Clara non si sia mai accorta di avere – tutte le sere/notti, da mesi – un estraneo sotto al letto? E’ entomologicamente realistico che un’infestazione biblica di scarafaggi, seppur dolosamente indotta, si sviluppi da zero nell’arco di una sola notte? E’ credibile che Clara e il fidanzato si bevano le balle di César, colto – fradicio - in “flagranza di reato”, anche dopo aver trovato la borsa di lui e aver iniziato a legger(n)e il diario? E perché il fidanzato decide di affrontare César da solo, senza parlarne (almeno) con Clara, dopo averlo smascherato? E le indagini della polizia, seppur sviate da César, non sono un tantino indegne? E il finale, è semplicemente aperto o incongruente? La lettera di “confessione” pone fine a tutto, dato che presumibilmente Clara andrà alla polizia, o è una storia che si ripete e César riuscirà a farla franca e riciclarsi sotto mentite spoglie per continuare la sua attività?

Ma al di là di tutto, sarebbe comunque ingiusto non riconoscere a Balaguerò il merito di aver costruito un thriller più che competente, non privo di una sua eleganza (e coerenza) formale, con efficaci sequenza di suspense di problematico posizionamento spettatoriale (speriamo o no che César autonarcotizzato venga scoperto dalla coppia?) o al limite dell’autoparodia (il tentativo di nascondersi dello stesso César, sorta di drammatico nascondino, ricorda l’omologa sequenza in Misterioso omicidio a Manhattan, di ovvia derivazione hitchcockiana). La sensazione è che sarebbe bastato uno script un pochino più rifinito per ritrovarsi tra le mani un “filmone”.   

Gianluca Pelleschi
Voto: 6.5
  
(10/08/2012)




BaronciniBilliDi NicolaPacilioPelleschi
7 6.5 6.5 7 6.5

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