IL CUCCIOLO

(The yearling )

di Clarence Brown
TRAMA

Florida, fine ottocento: padre, madre e figlio hanno un appezzamento di terra nella foresta. Il bimbo s'affeziona moltissimo ad un cucciolo di cervo.


RECENSIONI

Dal romanzo di formazione di Marjorie Kinnan Rawlings (1939), un classico del cinema per famiglie, edificante e commovente. Chi non ama i buoni sentimenti o l'affabulazione leccata, resterà se non altro incantato di fronte alle splendide riprese in esterni, immerse nella natura: almeno due sequenze semi - documentaristiche (la caccia all'orso e la corsa con i cervi) sono davvero notevoli. È una pellicola che invecchia con il passare del tempo, lasciando scoperte le evidenti artificiosità della produzione: qualche flou colorato per i cieli, l'enfatico utilizzo dei cori angelici, gli occhi sgranati e le leziosità del piccolo Claude Jarman jr. (che, comunque, s'è guadagnato un Oscar "speciale" e non meritava il terribile doppiaggio nostrano). Ma l'opera resta curiosa sotto altri punti di vista: ad esempio, la complicità fra padre (un ottimo Gregory Peck, in un ruolo virtuoso alla Frank Capra) e figlio, che non nasconde buone dosi di misoginia nei confronti di figure femminili "aliene" se non irritanti (la madre arcigna, la bimba antipatica). La lezione di vita per il piccolo impegnato nel rito di passaggio verso l'età adulta è insolitamente crudele (biblica...): imparerà che vige la legge della sopravvivenza (uccidere per non morire) prima di tutto, anche della compassione. Ecco allora che, insieme ai legami familiari, alla sana competizione (la caccia, i vicini ai ferri corti ma solidali nel momento del bisogno), alla devozione a Dio, i valori americani sono rappresentati in toto. È quasi il manifesto di una cultura. Tenere e buffe le caratterizzazioni, delizioso il cerbiatto in stile Bambi.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 7




Rangoni Machiavelli
7

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