LA COSTOLA DI ADAMO

(Adam’s rib )

di George Cukor
TRAMA

Moglie e marito, avvocati in perfetto equilibrio di coppia, si ritrovano una contro l’altro in aula di tribunale: lui è il pubblico ministero che vuole far rispettare la legge e condannare una donna che ha tentato di uccidere il marito fedifrago, lei il difensore che reclama pari diritti per le donne e l’assoluzione per chi voleva solo difendere la propria famiglia.


RECENSIONI

La prima volta (come modello di coppia, sebbene avessero già lavorato insieme) di Katharine Hepburn e Spencer Tracy è anche la migliore: sotto la guida di un regista che è stato sempre in sintonia con le attrici, Katharine Hepburn (come in tutta la sua carriera) si fa portavoce femminista all’avanguardia nella tipica battaglia dei sessi con l’adorabile Spencer Tracy. Ma la sagace sceneggiatura sofisticata e “mista” di Ruth Gordon (attrice e pungente scrittrice) e Garson Kanin (da riscoprire le commedie sentimentali da lui dirette) ha molto di più da offrire, in un mirabile gioco al rimpiattino in cui l’aula di tribunale si trasforma lentamente in un “teatro di burattini” (vedi i titoli di testa) dei litigi di coppia e del braccio di ferro secolare fra maschio e femmina, per poi trasportare, in uno splendido colpo di scena (da antologia la pistola di liquirizia!), la stessa vicenda oggetto del procedimento nella vita privata dei due protagonisti, in un remake in cui, genialmente, vince la tesi maschile dopo essere stata fatta a pezzi in aula. Il sottotesto, insomma, è avanti anni luce nel senso di rispetto, uguaglianza di diritti e amore per le differenze. Oltretutto, molti ingredienti hanno un aspetto drammatico (l’inizio con il tentato omicidio, certe sembianze del finale) che si stempera in un’adorabile lezione di vita impartita con il sorriso. La canzone “Farewell, Amanda” (purtroppo da noi doppiata), che farà andare sulle furie il personaggio di Tracy, è di Cole Porter. Diede origine ad una serie tv nel 1973 e aprì le porte del cinema a Judy Holliday, in cui credevano sia Cukor che la Hepburn.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 8




Rangoni Machiavelli
8

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