SENZA PELLE


di Alessandro D'Alatri
TRAMA

Gina, impiegata alle poste, è perseguitata dalle lettere d’amore di Saverio, mentalmente disturbato. Il suo compagno lo minaccia ma alla fine entrambi s’inteneriscono davanti alla sensibilità di questo ragazzo.


RECENSIONI

Dopo Francesca Archibugi con Il Grande Cocomero, anche D’Alatri propone uno sguardo diverso sulla patologia psichica. È interessante il discorso sfaccettato del regista su questi due universi non comunicanti che, in virtù della solidarietà, possono trovare un punto d’incontro, ma l’opera non riesce o non vuole del tutto evitare certi ammiccamenti patetici, si fa didascalica (politically correct) e si schiera talmente da esagerare i connotati romantici del suo outsider protagonista, intessendo un canovaccio spesso incredibile nelle dinamiche psicologiche (vedi Anna Galiena che concede un bacio appassionato): è lodevole l’intento del messaggio, passi che tutto è possibile, ma va presentato con molta più sobrietà e sfumature. Al di là della professionalità tecnica che gli deriva dalla lunga esperienza in campo pubblicitario, D’Alatri maneggia un film che è essenzialmente d’attori, forte di una sceneggiatura “senza pelle” come il suo protagonista, cioè capace di esporre coraggiosamente le proprie emozioni e al contempo di “soffrire” di più proprio per questo. Si inizia con un po’ di commedia (l’ironia sulla gelosia di coppia, le schermaglie amorose, i sospetti sull’identità del molestatore) e si chiude, purtroppo, con uno sgraziato finale consolatorio per compensare la tristezza fin lì profusa. La colonna sonora è l’ingrediente più originale fra percussioni e musiche folkloristiche. La grande rivelazione è Kim Rossi Stuart: un’interpretazione davvero toccante.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 6.5




Rangoni Machiavelli
6.5

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