CONDITION


di Andrei Saverny
TRAMA

Uno stato di allarme generale costringe le persone a nascondersi o fuggire: la ricercatrice e terapeuta del suono Mary Taggert viaggia con la sua paziente Alaska, una ragazza dalla personalità complessa, percorrendo strade deserte. Solo i cieli sono talvolta attraversati da aerei che sorvolano il mare. Quando l’automobile le pianta in asso, le due donne sono costrette a fermarsi su una costa desolata ai margini di una foresta. Alaska abbandona la giovane ricercatrice, costringendo entrambe a rivolgersi alla natura e ai suoi suoni per trovare la salvezza. (dal catalogo del TFF)


RECENSIONI

La natura e il suono come rielaborazione del trauma post-apocalittico. Non c'è rappresentazione del disastro se non in pochi flashback evocati dal nuovo contesto immacolato, via di fuga per due donne sopravvissute e legate da un rapporto terapeutico. 
Nell'apparente disordine psicologico di Alaska (un nome, un programma) si racchiude la via salvifica per un nuovo Uomo in armonia con l'esistenza e la sua vibrazione, sonora per l'appunto. Non c'è più spazio per la Ragione e l'analisi coatta di un universo che progressivamente frantuma ogni tentativo di controllo. Let go, lasciarsi andare come si suol dire, è la resa di un vecchio schema, quello di Mary, lasciata in balìa di un'esperienza sinestetica che la porterà presto a una nuova consapevolezza: regredire nel presente, nella sensorialità è l'unico modo per abbandonare la vecchia prigione della Mente.
Opera prima del regista russo Severny, Condition punta in alto, cerca con spiccato manierismo di commistionare l'alto dosaggio filosofico-spirituale con un linguaggio che lo renda criptico ma allo stesso tempo incisivo sul lato esperienziale. Non ci riesce.
L'ossessiva digressione e fuga dalla narrazione si irrigidisce nella pretenziosità visualista, precipitando l'opera nel tipico esercizio di stile inconcludente, molto lontano dall'intenzione a monte di frantumare l'inevitabile teorema di partenza (e di arrivo).
Prodotto da Amir Naderi del quale assorbe l'uso della luce, del bianco e alcune simbologie evocative. L'Acqua su tutte.

Marco Compiani
Voto: 4.5
  
(19/01/2012)




CompianiPalmieri
4.5 4.5

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