GLI ARISTOGATTI

(The aristocats )

di Wolfgang Reitherman
TRAMA

Parigi, 1910: il maggiordomo sequestra e abbandona la gatta Duchessa e i suoi tre cuccioli, principali concorrenti nell'ereditare il patrimonio dell'aristocratica padrona Madame.


RECENSIONI

Con meno classe (soprattutto nei fondali) e più bozzettismo (divertentissimo), quest’opera prende come modello principale La Carica dei 101, fra i cui registi figurava sempre Wolfgang Reitherman, mentre dai precedenti Il Libro della Giungla e Lilli e il Vagabondo mutua la carica (psichedelica!) musicale "jazz" (dal primo) e l’amore interclasse (dal secondo). Ancora una trasferta europea (Parigi al posto di Londra), dei cuccioli da salvare, l'unione fra animali antropomorfizzati contro l’umano crudele (anche se il maggiordomo Edgar è molto più simpatico di Crudelia Demon). I personaggi sono veramente buffi (il topo Groviera e il vecchio avvocato ballerino Georges: ovvero Oreste Lionello che li doppia entrambi), facendo la tara di questi antipatici aristocratici felini snob (che tempistica nella scelta in piena era di lotte di classe!) che, comunque, stringeranno amicizia con i popolani bohémien randagi. Spesso irresistibile nel suo humour (anche) slapstick (vedi i cani La Fayette e Napoleone), altrove più pungente, anche azzardato per i canoni di casa Disney (vedi l’impagabile sequenza con le oche inglesi Adelina e Guendalina). In Italia, con un doppiaggio intelligente e di gusto, i gatti randagi hanno acquisito inflessioni dialettali regionali (Romeo il romanaccio é, in originale, l’irlandese O’Malley: lo doppia Renzo Montagnani), la canzone “Everybody wants to be a cat” è diventata “Tutti quanti vogliono fare il jazz”, i micetti Berlioz, Toulouse e Marie sono diventati Bizet, Matisse e Minou. La canzone in apertura, eseguita dai gattini al piano, è un classico dell'infanzia. Primo film orfano del suo fondatore Walt Disney, morto nel 1966, e s’inizia a vivere (bene) di rendita. Ritmo non irresistibile.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 7




Rangoni Machiavelli
7

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