COME SPOSARE UNA FIGLIA

(The reluctant debutante )

di Vincente Minnelli
TRAMA

Jane giunge a Londra dagli Stati Uniti: la matrigna vuole assolutamente che debutti in società, come si addice alla figlia di un Lord. Si adopera per organizzarle il ballo e trovarle il cavaliere, ma lei si innamora di un batterista rock.


RECENSIONI

Minnelli, per ingrossare le fila delle sue simpatiche commedie familiari, traspone l’opera teatrale (1956) di Williams Douglas-Home che sberleffa l’alta società inglese (che l’autore conosceva bene, essendo il fratello del Primo Ministro) e fa la morale sul non fidarsi delle apparenze: sono evidenti certi meccanismi faziosi da commedia edificante hollywoodiana (fra cui il brandire la bandiera del “popolano è bello”) ma è altrettanto forte la vena “moderna” nel contrastare il galateo del debutto in società (che la stessa regina trova demodé, secondo lo script) con Sandra Dee ormai votata a fare la portavoce all’acqua di rose dei teen-ager “rock”. Il suo personaggio ama i balli africani, più passionali e con “scopo” (sessuale, ovvio!) e s’innamora di un John Saxon che, durante i pomposi balli nobili, suona la batteria rock. La parte iniziale, che è solo apparentemente “inquadrata”, annoia, ma quando si entra nel vivo del meccanismo della pochade/commedia degli equivoci, è un vero spasso: pressappoco dalla scena in cui il simpatico Rex Harrison (che vorrebbe solo dormire ed è complice della figlia) e l’eccezionale Kay Kendall (splendida esagitata fatua e superficiale) fanno i vigilantes della figlia, correndo di stanza in stanza, origliando e non accorgendosi che l’innocuo pretendente blasonato è il vero pericolo (un Peter Myers eccezionale per come rende il suo personaggio noioso, snob, tonto, invadente e aggressivo). Tavolozza di colori studiatissima dal “pittore” Minnelli: rossi e blu accesi su suppellettili e vestiti immersi in colori tenui.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 7




Rangoni Machiavelli
7

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