BLOODLINE

(Bloodline )

di Edo Tagliavini
TRAMA

Sandra e il suo collega Marco vengono mandati a svolgere un servizio di backstage sul set di un film porno: tutto sembrerebbe normale routine giornalistica, se il luogo delle riprese non fosse quello dove, quindici anni prima, venne uccisa la sorella di Sandra da un serial killer chiamato “Il Chirurgo”.


RECENSIONI
Pasticcio all’italiana

Dispiace parlare poco bene e con toni un po' saputi di Bloodline, dopo avere apprezzato la simpatia del regista Edo Tagliavini e del produttore, co-sceneggiatore e interprete Virgilio Olivari, arrivati al "Ravenna Nightmare Film Fest" per presentare in anteprima il loro progetto; purtroppo, però, la visione evidenzia più difetti che pregi e l’interesse è principalmente nel testare le possibilità e i limiti di una macchina fotografica, la Canon 7d, con cui l’opera è stata interamente girata. Nel film si respira un'aria commemorativa di tutto l'horror cinematografico impresso nei fotogrammi degli ultimi trent'anni e si capta una passione sicuramente sincera, quasi mai però contagiosa.

La sceneggiatura prova a motivare le azioni dei personaggi, attraverso una costruzione circolare, ma l'insieme non riesce a reggere per l'intera durata e richiede una compiacenza che le immagini non sono in grado di sostenere. Troppi ammiccamenti cinefili, a partire dai nomi dei personaggi (il regista Klaus "Kinki") fino all'intreccio tra ghost-story, slasher, zombi movie, torture-porno e giallo. Un accumulo che si limita a ricalcare un immaginario noto senza però rivestirlo di personalità. Troppe caricature, dal regista costantemente accigliato al tuttofare gay. Troppe ingenuità nella messa in scena, nei dialoghi sopra le righe, nella recitazione non sempre all'altezza e nei raccordi narrativi, incerti tra la citazione e il gusto per l'eccesso, mai però in grado di accendere il mistero. Se per un pochino quindi si sta docilmente al gioco, dopo un po' si vorrebbe anche partecipare a dubbi, ipotesi e congetture che non siano semplici pretesti, almeno non così palesi, per l'inevitabile bagno di sangue con countdown annesso. Tanto che la lunga resa dei conti al grand-guignol procura soprattutto sbadigli. Poco aggiungono le musiche, anch'esse citazionistiche, di Claudio Simonetti e gli effetti speciali, pur divertenti, di Sergio Stivaletti. Della protagonista Francesca Faiella, già imitatrice della dottoressa Cameron di Dr. House per la Gialappa’s Band ed Eva Kant nella fiction parodistica "Sensualità a corte", continueremo invece a sentire parlare.

Luca Baroncini
Voto: 4,5
  
(18/11/2010)




Baroncini
4,5

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