BE WITH ME


di Eric Khoo
TRAMA

Tante persone sole con un solo desiderio: avere una persona da amare, stare con lei.


RECENSIONI

Girato in 16 giorni, nel 2004, dopo il fortuito incontro del regista con Teresa Chan, sorda e cieca, Be with me è un piccolo miracolo cinematografico, un sommesso e malinconico inno alla vita: nell’indovinato intrecciarsi delle varie piste narrative, fittizie, si  inserisce la vicenda, vera, della Chan (le sue parole, scritte a macchina accompagnano tutta la narrazione - stralci, in voice over e sottotitoli, di un’autobiografia ancora da pubblicare -),  che viene a interagire con i percorsi degli altri personaggi: alla fine tutti i fili si connettono in una rete sottile, ma tenace che declina sulla storia della Chan, vero centro dell’opera, e sul suo rapporto a distanza col padre del traduttore del suo libro.
Gioca per sottrazione Khoo, elude finemente i punti focali descrivendo tutto quello che è intorno ai fatti, lasciando questi ultimi all’intuizione di chi guarda: le immagini possono dire tutto, non c’è bisogno della verbalità (i dialoghi sono ridotti all’osso, ma non ce ne si accorge quasi; tanto comunicare avviene attraverso filtri, i più diversi - lettere, sms, mail -). Ridotta l’effettistica retorica (la storia delle due ragazze è l’unica accompagnata da commento musicale), il regista, attraverso lunghe sequenze, racconta la solitudine dei suoi personaggi, non disdegnando derive soggettive (il ricordo di una moglie è fantasma che abita, alla lettera, la casa) e non lasciandosi intimidire dall’azzardata mescola di registri, dimostra sempre felicità di tocco e inusitata nitensità espressiva.
  Di tristezza nelle storie che narra ce n’è tanta ma non c’è alcun pietismo nella rappresentazione dell’autore, nessuna coloritura in eccesso nei caratteri e la scena finale - l’incontro muto di due solitudini diverse si scioglie in pianto - ci spreme il cuore fino all’ultima goccia di sangue.
Da distribuire, assolutamente.

Luca Pacilio
Voto: 8.5




Pacilio
8.5

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