THE BOURNE ULTIMATUM - IL RITORNO DELLO SCIACALLO

(The Bourne Ultimatum )

di Paul Greengrass
TRAMA

Jason Bourne intende mettere ordine nei propri confusi ricordi. La sua ricerca lo condurrà dalla Russia a Parigi, Londra, Madrid, Tangeri e infine a New York, naturalmente sempre sotto il segno del pericolo.


RECENSIONI
Terapia e Pallottole

Terzo (ma verosimilmente non ultimo) capitolo della saga di Bourne, diretto (come il secondo) da Greengrass e prodotto dal regista del primo (Doug Liman), The Bourne Ultimatum si potrebbe tranquillamente definire un remake dei film precedenti, se non fosse che l'ironia che albergava in The Bourne Identity e, almeno in parte, in The Bourne Supremacy è definitivamente evaporata, lasciando il posto a una seriosità tendenzialmente monocroma che poco fa per attutire il senso di stordente noia suscitato dal susseguirsi delle incalzanti, tecnicamente perfette, ma ahimé così prevedibili, scene action. Affiorano i soliti brandelli di realtà virati in acquamarina, le metropoli sfilano avvolte di seducenti bagliori notturni, le occulte (fino a un certo punto) ragioni del cuore sabotano le nere trame della ragion di stato maggiore. La sequenza alla Waterloo Station, piccolo saggio sulle possibilità, i limiti e le trappole della visione, è un curioso oggetto che poco ha che vedere con una sceneggiatura farraginosa la quale, se sposa a parole la filosofia della "libera scelta" (sapere chi si è, volere quello che si fa), all'atto pratico avvilisce i personaggi al rango di burattini (non certo ostacolata, in questo, dalla piattezza di un cast in cui svetta la sola Joan Allen) e, nel finale, riduce l'antieroe Bourne a simpatica canaglia che, lungi dal ritrovare l'amore perduto in un'analoga morte acquatica, nuota placido verso un nuovo episodio. Inevitabile? Non per noi.

Stefano Selleri
Voto: 5
  
(12/11/2007)




Rangoni MachiavelliSelleri
7 5

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