AFFLICTION

(The Affliction )

di Paul Schrader
TRAMA

Cittadina di montagna del New Hampshire: Wade Whitehouse, segnato dal rapporto violento con il padre, è sceriffo e lacché del sindaco, ha alle spalle un matrimonio fallito e una figlia che lo evita.


RECENSIONI

Tratto da un racconto di Russel Banks, lo stesso de Il Dolce Domani di Atom Egoyan: paesaggio "congelato" come controcanto dell'afflizione di anime alla deriva, guerra fredda nei problematici rapporti familiari e nella convivenza forzata di una piccola comunità. Se possibile, quello composto da Schrader è un quadro ancor più implosivo, glaciale, apatico, snervante nella sua immobilità. L'autore sfuma bene i chiaroscuri che circondano il protagonista, un Nolte sempre in procinto di "redimersi" (con la soluzione dell'omicidio, con il trionfo della giustizia) che finisce per rivelarsi un irrimediabile sconfitto, codardo, debole, assediato da un mal di denti allegorico, dove strappare (leggi: uccidere) il molare malato non significa curarlo. Al processo d'identificazione con la figura dell'eroe in cerca di riscatto, segue un traumatico riflettersi nell'odiosa bambina che lo teme come bisogna temere un cane che, troppo bastonato, può mordere da un momento all'altro. La chiosa finale, con la voce fuori campo di Dafoe (figura fraterna troppo ambigua e incoerente) che fa la morale sulla violenza dei pater familias che si reitera nei figli, è superflua e non fa che impoverire con due parole un "sentire" più complesso. Il cinema di Schrader è sempre più alla ricerca di storie "estreme" della quotidianità, e le propone spoglie, antispettacolari: le emozioni trattenute, il dolore recondito, la violenza non come catarsi ma come segno di follia, il prodromo della parabola amara e edificante, però, sono stilemi che accompagnano la sua poetica da sempre. E' uno psico-dramma emblematico ma non terapeutico, con un incedere intorpidito che, qua e là, si colora troppo (l'allegorica crocifissione di Nolte che dirige il traffico; Coburn che ripete "Figlio, ti conosco" per sottolineare le loro affinità) e altrove si spegne esangue, sterile.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 6.5




Rangoni Machiavelli
6.5

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