SHREK

(Shrek )

di Vicky Jenson, Andrew Adamson
TRAMA

C'era una volta, in una remota palude, un orco irascibile di nome Shrek, la cui preziosa solitudine viene improvvisamente turbata dall'invasione di turbolenti personaggi delle fiabe. Ci sono topolini ciechi nel suo cibo, un grosso lupo cattivo nel suo letto, tre piccoli porcellini in cerca di una casa e molti altri ancora, tutti banditi dal loro regno dal perfido Lord Farquaad. Determinato ad ogni costo a reimpossessarsi della sua palude, Shrek fa un patto con Lord Farquaad e si lancia alla ricerca della principessa Fiona, promessa sposa del principe, prigioniera in un castello inaccessibile. Lo accompagnera' nella sua missione l'asino parlante Ciuchino, ma riuscire a salvare la principessa da un drago sputa fuoco si rivelera' l'ultimo dei loro problemi, perche' un oscuro e terribile segreto sta per essere finalmente svelato.


RECENSIONI
Tecnica con l'anima

"C'era una volta" comincia la voce fuori campo e ci si prepara alla solita favola gentile in cui l'eroe vince sul male e dopo mille peripezie vivono tutti felici e contenti. Beh, non e' che Shrek" si differenzi molto da questo modello, solo che l'eroe e' un orco puzzolente e scoreggione, la principessa nasconde piu' di un segreto e il principe azzurro e' un metro d'arroganza e viltà.
Sembrano modifiche da poco, ma abituati come siamo a eroi a tutto tondo che uniscono a una bellezza solare invidiabili qualita' di altruismo e agilita', la riscoperta delle sfumature regala piu' di una sorpresa. Prima di tutto, pur mantenendone la struttura e i passaggi obbligati, mescola le carte della favola, smitizzando luoghi comuni e avvicinando con un umorismo sarcastico e beffardo i personaggi al cuore del pubblico.
Inoltre, pur essendo molto sofisticato dal punto di vista tecnico, mette i prodigi informatici al servizio della narrazione.
E il risultato e' uno dei migliori film dell'anno. All'inizio forse risulta un po' straniante vedere personaggi umani interpretati da calcoli matematici, ma dopo un po' il coinvolgimento e' totale e si palpita e si ride con i protagonisti di sintesi. 
La Dreamworks sembra avere appreso molto bene la "ricetta" della Disney e, quindi, cura del dettaglio, citazioni cinematografiche, personaggi azzeccatissimi nelle loro caratterizzazioni e tecnica avanguardistica, ma gioca a destrutturare un immaginario ormai scolpito nella memoria di intere generazioni attraverso l'arma dell'ironia. E osa far dire e fare cose ai suoi protagonisti che in un film d'animazione ad alto budget e per un grande pubblico non si sono mai viste. Gioca soprattutto a distruggere la carineria gratuita e i risultati sono, oltre che acuti, davvero divertenti.
Naturalmente occorre ricordare che di gioco si tratta e infatti il finale, dopo una sceneggiatura fino a quel punto molto attenta a rendere la morale oltre che detta anche vissuta dai personaggi, avrebbe potuto osare di piu'. Ma si arriva all'happy ending talmente sollazzati e soddisfatti che la morale diventa uno degli elementi e non certo il principale che resta, infatti, l'ironia. Ed era davvero da tanto che non si rideva cosi' di gusto al cinema!

Luca Baroncini
Voto: 8



Nel mondo del cinema può capitare di tutto. Persino che una volta ogni tanto gli incassi premino il talento. Shrek rappresenta una tappa del percorso della ricchissima Dreamworks verso l'Olimpo dell'animazione, tappa fondamentale che segna quasi un pareggio con la Disney. La casa di produzione di Spielberg, infatti, da sempre intenzionata a costituire l'alternativa moderna ed "adulta" alla vecchia Disney, non aveva cominciato col piede giusto. Il principe d'Egitto, nonostante l'imponente dispiegamento di mezzi, era un film ibrido, riuscito a metà, premiato solo parzialmente dal pubblico. Z la formica, migliore ma non ottimo, aveva ricevuto lo schiaffo di una risposta micidiale da parte della concorrenza: A bug's life (Disney) lo surclassava per freschezza, ironia ed originalità, ridicolizzando le ambizioni della Dreamworks di svecchiamento dell'universo dell'animazione. Poi Galline in fuga: plastilina, ritmo, citazioni a iosa, taglio innovativo e molte risate; questa volta davvero pe
r adulti e bambini. Infine (per ora), Shrek, pellicola compiuta, riuscitissima, anticonvenzionale e nuova nel senso migliore dei termini. 
Non che un bel film d'animazione debba per forza essere più per adulti che per bambini. La sensazione però è che Shrek sia per tutti, che il suo brio faccia ridere anche i più piccoli, a dispetto di qualche doppio senso oscuro e qualche tollerabile volgarità. 
Un buon film è solo un buon film. 
Le idee ne sono l'asse portante, una buona sceneggiatura ne è il fondamento. Shrek ha tutto questo, e più.
L'animazione computerizzata mostra in questo caso quanto il suo utilizzo possa regalare emozioni anzichè toglierne.
Le colonne sonore classiche, talvolta splendide, talvolta, ultimamente, inutili, lasciano felicemente il posto ad una serie di brani pop indovinati. 
E soprattutto il mito della bellezza ed il binomio beltà - bontà / bruttezza - cattiveria crollano in modo finalmente convincente (peccato solo per la ridicolizzazione della bassa statura). 
Shrek è un autentico colpo da maestro.

Raffaella Saso
Voto: 8




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