LA CONTESSA SCALZA

(The Barefoot Contessa )

di Joseph Leo Mankiewicz
TRAMA

Maria Vargas è una ballerina molto conosciuta di Madrid ma le viene offerto di firmare un contratto a Hollywood...


RECENSIONI
«Le donne sono degli esseri contraddittori»

Piove a dirotto. L'inquadratura, affollata da ombrelli neri, mostra la celebrazione di un funerale nel cimitero di Rapallo. La tomba arreca sulla sua superficie un'imponente statua di marmo, un maestoso monumento funebre dove tutta la bellezza della donna appena deceduta sembra essere stata illusionisticamente concentrata per l'eternità. Ma chi è questa donna misteriosa? Innanzitutto è la prestigiosa contessa Torlato-Favrini; però è anche Maria D'amata, famosa star del cinema; ma è stata anche – molto tempo prima – la danzatrice spagnola Maria Vargas. Mankiewicz racconta la storia di Maria da diversi punti di vista, costruisce il passato da più angolazioni, perché una sola verità rischia di essere contraffatta e  inattendibile.

«La vita si comporta talvolta come se avesse visto brutti film» è la frase che pronuncia Bogart all'inizio del film. Ancora una volta dopo Eva contro Eva, Mankiewicz pone l'attenzione sullo spettacolo, e più precisamente sul cinema;  all'inizio infatti, Maria – ancora Vargas - , sta ballando in un prestigioso locale di Madrid ma la sua figura intera – il corpo della Gardner che si dimena – non viene mai mostrato dal regista che decide invece di mostrare inizialmente solo le mani della donna e, conseguentemente, di  riflettere la sua danza selvaggia negli occhi degli astanti.
Maria lascia la famiglia per la felicità vana di Hollywood, ma dopo tre film di successo, nega ogni ruolo a lei proposto e scappa ritornando a essere la scalza ballerina che prima rincorre il denaro (Alberto Bravano e la sua corte) e poi un principe azzurro impotente (il conte Torlato-Favrini). Hollywood è la morte della libertà, la fine di ogni possibile scelta: il falso per eccellenza (il mondo del cinema) vuole opprimere l'autodeterminazione di una donna che piuttosto di essere imprigionata, rifiuta la realtà e predilige un futuro sadomasochistico, egoistico e inconsistente.

La contessa scalza trova il suo epilogo sommerso tra la passione e il tormento – si veda a questo proposito la sequenza in cui Vincenzo porta in braccio la moglie appena uccisa - : il sentimento amoroso di Maria vuole essere eterno e vive grazie all'estromissione della Realtà, grazie alla carnalità e al desiderio: di conseguenza non può che essere comandato da voglie giornaliere e prive di fondamento. Maria così facendo si perde nel disordine, balla con i gitani ricordando quella che era un tempo senza poterla più essere e si fa mettere incinta dall'autista per dare a Vincenzo un figlio che invece, mai avrebbe potuto avere.
Maria è destinata a ripetere i terribili destini della famiglia Torlato-Favrini; «è l'ultima contessa» aggiunge il marito, guardandola fare il bagno in mare. La ripetizione di comportamenti – amorosi per Maria, non da ultimo quello per il ragazzo che suona la chitarra durante la passeggiata con Bogart – ritornano in tono funebre anche nella condanna a morte espressa dal marito adulterato.
Dai flashback che sostengono il racconto, ritorniamo al cimitero dove la statua di marmo viene inquadrata di spalle: se a Lucy Muir rimane la convinzione di aver incontrato il capitano Gregg solo in sogno per poi amarlo eternamente dopo morta, di Maria Vargas/D'amata/Torlato-Favrini rimane una statua di marmo immortale ma eternamente muta.

Mariella Lazzarin
Voto: 9
  
(11/05/2011)




Lazzarin
9

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