ANGELE E TONY

(Angèle et Tony )

di Alix Delaporte
TRAMA

Normandia. Angèle è una giovane donna allo sbando. Tony è un pescatore abituato ai sacrifici.


RECENSIONI

In un villaggio di pescatori francese l’incontro con Angèle, donna dal passato ignoto e sicuramente controverso, porta un alone di novità nella vita di Tony, un uomo consacrato al suo lavoro, una persona semplice che sembra non sperare più nulla dalla sua vita. Entrambi soli, entrambi, per motivi differenti, in cerca di un legame, si incontrano sul difficile terreno delle loro incertezze esistenziali. La donna, che si scoprirà uscita dal carcere per aver causato l’incidente mortale del marito e che cerca una relazione stabile per riottenere la custodia del figlio affidato ai nonni paterni, si integra gradualmente e con difficoltà nel nucleo familiare di Tony. La redenzione (il germogliare di un vero sentimento e di un’autentica solidarietà tra i due protagonisti) verrà premiata da un abbraccio finale del bimbo che finalmente si abbandona all’affetto della donna.
Ritratto minimale, che ambisce alla sfumatura sfiorandola soltanto, che gira attorno alla vicenda senza mai centrare pienamente il bersaglio, Angèle et Tony è il debutto al lungometraggio di Alix Delaporte, regista che aveva vinto il massimo riconoscimento veneziano per il suo corto Comment on freine dans una descente? (2006). Il film si snoda anonimo e innocuo senza mai acquisire un’identità o un carattere precisi, ambendo anche a restituire le caratteristiche di un ambiente e di una congiuntura (la crisi economica, le incognite del futuro, la disillusione di un’intera comunità) e incardinando, nella relativa riflessione, l’osservazione delle dinamiche relazionali dei personaggi, ma nonostante le buone intenzioni, la studiata scarnezza dei dialoghi e i volonterosi attori (ma Clotilde Hesme è fuori parte), rimane un esercizio piuttosto inerte.

Luca Pacilio
Voto: 5
  
(25/10/2010)




BilliPacilioSangiorgioSaso
5 5 5 6

Back