L'AMANTE

(Les Choses de la Vie )

di Claude Sautet
TRAMA

Un uomo di mezza età convive con l'amante ma le cose della sua vita sembra stiamo per cambiare, decide dunque di tornare da moglie e figlio ma un incidente d'auto impedirà a tutto il dolore di colpire.


RECENSIONI

I rapporti si dipingono in Sautet; non mostrati ma accennati i caratteri, allusi in pennellate di luce, piccoli segni che si sovrappongono, stratificano per giungere ad essere vitali: l'azione è del tutto secondaria - la sequenza dell'incidente è quanto di più asciutto si possa immaginare - perché nel triangolo amoroso si sviluppano le interazioni nascoste, il bisogno di parlare si concentra in sguardi, in gesti trattenuti, in comprensioni da tacere.
Con una lettera d'addio Michel Piccoli si schianta con l'automobile, rivolta all'amante Romy Schneider (bellissima) non sarebbe che un ulteriore dolore per lei; quanta sofferenza è possibile tollerare sembra chiedersi la moglie, ora che ogni decisione è sospesa, ogni possibile distinzione fluttua, disperdendo la propria necessità: è la sospensione a dominare le cose della vita. La consapevolezza acquisita permette i gesti minimi, ignoti che aiutano a convivere, urbanità, intelligenza ma forse nient'altro che umanità si mostrano nelle mani di un regista raffinato ed elegante come Sautet: i dialoghi si dipanano a frammenti, gli ambienti si moltiplicano ma le cose della vita (come recita il titolo originale) sono immutabili, implicite e fondanti. Amore, sentimento paterno, presentimento del futuro sono puri accadimenti temporanei di quel sentire umano che qui si manifesta, l'eccezionale, il bigger than life sono, paiono essere, speranze, ottativi, una fuga quando la semplicità è soluzione non destinata ad infrangersi con il risveglio.
Un gioiello "L'amante" che rende giustizia ad un regista non geniale ma sensibile quanto pochissimi altri, una panacea per tutti i vontrierismi.

Luigi Garella
Voto: 7.5




Garella
7.5

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