ANASTASIA

(Anastasia )

di Don Bluth, Gary Goldman
TRAMA

Russia, 1927: due servitori della famiglia Romanov trovano un'orfanella e si convincono che sia Anastasia, erede al trono.


RECENSIONI

Per il suo esordio nel lungometraggio d'animazione, la Twentieth Century Fox rispolvera un successo del passato (l'ANASTASIA con Ingrid Bergman, anno 1956) e arruola i registi Bluth e Goldman, ladri di stile fuoriusciti dalla Disney, replicanti dello scheletro (senza l'anima) di un modello stagionato imbevuto di fiaba, avventura, sentimento, canzoni e spalle comiche che la stessa Casa Madre sta tentando con coraggio di riformare per restare al passo con i tempi. La loro tecnica, pur pregevole, da sola non regge la visione: sontuosi campi lunghi tridimensionali, l'ausilio degli effetti digitali (il treno in corsa è un bel vedere), il cinemascope, qualche vezzo autorale (i sapori ed i volti della Parigi d'inizio secolo). Bluth e socio (BRISBY E IL SEGRETO DI NIMH) raramente sono stati in grado di rievocare quel mondo incantato di cui Walt Disney, pur con tutti i limiti di una produzione seriale, era maestro: le (mediocri) canzoni di Stephen Flaherty abbondano per sostenere un'esile e misera favola di CENERENTOLA che bestemmia la Storia (la Rivoluzione Russa come opera del diavolo e di un sortilegio), il fascino del racconto originale (le schermaglie amorose, il mistero sull'identità di Anastasia, la trepidazione dell'incontro con la nonna), edulcora l'aristocrazia e sfigura la plebaglia, per poi preferire l'amore "povero" alla gloria. I due registi, se non altro, hanno imparato bene ad imitare i sipari buffoneschi e fantastici: il pipistrello Bartok (protagonista due anni dopo di una videocassetta tutta sua) è uno spasso, l'elemento spettacolare (e demoniaco) meraviglia con la presenza del perfido Rasputin, "snodato" e a pezzi (buon'idea), sputato direttamente da degli inferi lisergici degni de LA SIRENETTA. La bella Anastasia, il grasso cortigiano e Dimitri (che gesticola come se fosse uscito dall'Actor's Studio), pur TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE, non entrano nel cuore.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 6




Rangoni Machiavelli
6

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