L'ATTIMO FUGGENTE

(Dead Poets Society )

di Peter Weir
TRAMA

Nel 1959, in un collegio del Vermont, il professor Keating sconvolge le vite e le menti dei suoi studenti.


RECENSIONI

La carriera di Peter Weir negli Stati Uniti è quanto meno curiosa, da lavori difficili e “scostanti” come Mosquito Coast o Fearless ai semplici-stici (ancorché di buona fattura) Green Card e Witness con, ideale mezzo, questo Dead Poets' Society. Successo indiscusso, nomination per un Robin Williams alle prime prove di esasperazione attoriale, L'Attimo Fuggente è pure diventato un mito pedagogico. Il professor Keating che fa salire in piedi sui banchi gli studenti per vedere le cose da una prospettiva differente, stimola le giovani menti grazie ad infiammanti lezioni sulla poesia di Whitman, lontane dalla stantia critica letteraria (stigmatizzata nel saggio che riduce un poema a valutazioni con assi cartesiani, saggio dal potere immaginifico da non sottovalutare, ci concediamo di dire), ebbene è assurto a mito di insegnante che stimola le menti in via di formazione, in favore del pensiero critico. E' anche vero, noterà il cinico, che proprio per questo il giovine e timido Sean Leonard ci lascia le piume.
Quale sia il messaggio ideologico lo lasciamo ben volentieri agli spettatori, certo è che L'Attimo fuggente ha lasciato un segno indelebile nel filone sempre verde dei college movies quando anche un film -estraneo al genere - come Scent of a woman sembra ricalcarlo nella cornice narrativa.
Pur ulteriormente colpevole di aver portato la distorsione del mesto (sconsolato?) carpe diem oraziano in un inno epicureo nel senso più deteriore dell'espressione, il film di Weir è un pezzo di retorica da manuale, pregevole quanto da prendere con le molle.

Luigi Garella
Voto: 5.5




Garella
5.5

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