UNSTOPPABLE - Fuori Controllo

(Unstoppable )

di Tony Scott
TRAMA

Un treno avanza fuori controllo, ed è pure carico di sostanze tossiche e infiammabili. L'ingegnere Frank Barnes e il macchinista Will Colson cercano di fermarlo.


RECENSIONI

Su Tony Scott si rischia (meglio: rischio) di dire sempre le stesse cose. Ma c’è poco da fare, difficile non vedere, in Tony, una specie di ultimo dei Mohicani. Non ci sono molti altri registi capaci di orchestrare un action classico e funzionante come Unstoppable. Il film è un piccolo grande abbecedario del cinema di puro intrattenimento hollywoodiano, con una trama che procede rettilinea da A a B senza intoppi, deviazioni, binari morti o sorprese, personaggi basici, già scritti dozzine di volte, e un finale conciliante/conciliatorio, previsto in tutti i suoi (pochi) risvolti. E’ soprattutto una questione di forma. Tony Scott è forse l’unico ancora capace di dare un senso narrativo a uno stile cinestesico teoricamente sedimentato. Il suo è un cinema in continuo movimento, con cinepresa iperattiva ma focalizzata, “attenta” al racconto, inquadrature in perenne fuga laterale che non fuggono mai del tutto, zoom impercettibili che portano sui personaggi. E una fisicità inusuale, analogica, con un ricorso minimo (e inavvertibile) alla CGI, treni “veri”, esplosioni “vere”, disastri “veri”. Fa differenza. 

Ne esce magnificato anche l’aspetto meno oggettivamente ricevibile della faccenda, il reparto scrittura. I personaggi, si diceva, psicologicamente non esistono. La vicenda intreccia in modo stantio il fulcro narrativo (il treno fuori controllo con tragedia imminente) con le diramazioni umane e sentimentali (il pivello in crisi con la moglie, il navigato vedovo dispensatore di saggezza), la glorificazione della working class americana è berlusconianamente populista e i “cattivi” che pensano solo al proprio tornaconto (anche economico) sono stracotti. Tutto considerato, invece, è facile stupefarsi per come questa tempesta di cliché mantenga una sua efficacia o – quantomeno – riesca a non indispettire troppo: quando il redneck arriva a salvare i nostri eroi, a bordo del suo enorme pickup rosso, ci si ritrova a fare il tifo. Ci si fa coccolare dalla vecchia, sclerotizzata Hollywood, vergognandosi un po’, ma giusto un po’. Denzel Washington, ormai, è una perfetta maschera scottiana, la coppia Duffy/Lebenzon dà lezioni di montaggio.  

Gianluca Pelleschi
Voto: 7
  
(18/11/2010)




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6 7 7 7 6.5

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