BLOOD & WINE

(Blood & Wine )

di Bob Rafelson
TRAMA

Miami: un commerciante di vini ruba una preziosa collana. S'appresta a fuggire con l'amante, ma non ha fatto i conti con la moglie e il figlio.


RECENSIONI

Bob Rafelson torna al noir d'ambientazione esotica (La Vedova Nera) ma anche ai suoi sguardi amari e disincantati degli anni settanta sulla disgregazione familiare, chiudendo una sorta di trilogia (con Cinque Pezzi Facili e Il Re dei Giardini di Marvin) sempre con Jack Nicholson. L’attore, purtroppo, occupa spazio e tempo filmici con solo due dimensioni recitative (cattivo/sprazzi di coscienza), accodandosi alla direzione di un autore che stenta a ritrovare il proprio passo espositivo di classe, lasco e pregnante come certo cinema europeo ma, al contempo, consapevolmente alla ricerca dell’impatto emozionale sullo spettatore, per graffiarlo lasciandogli il segno nell’anima. Rafelson si limita a comporre un thriller che può essere letto come allegoria del deterioramento dei rapporti affettivi, dove la collana oggetto di corruzione porta gli uni contro gli altri (moglie/marito - padre/figlio) seppur, nel finale, lascia spazio alla speranza con una nuova, “morale” generazione. Eppure non lascia indifferenti il percorso drammaturgico impietoso dove, in un universo avido, egoista e (soprattutto) violento, nessuno si salva, neppure volendolo (lo spettatore) a tutti i costi (come infierire sull’attraente Jennifer Lopez e le sue curve da cardiopalma?). Da un lato Rafelson pare inseguire la maniera, perdendo quelle felici intuizioni che facevano grande il suo cinema di vent’anni prima, dall’altro riesce ancora a stupire la feroce lucidità con cui mette in immagini i rapporti aggressivi. La trama “gialla” è solo un (invadente) paravento e nasconde tracce come l’amore freudiano del personaggio di Stephen Dorff per l’amante del patrigno: non a caso il primo spezza le gambe al secondo, storpiandolo come la madre. Simbolico e psicanalitico. Indovinata l’accoppiata Caine/Nicholson, duo crudele in humour nero; totalmente inverosimile, invece, la traccia nel racconto della foto compromettente dimenticata.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 6.5




Rangoni Machiavelli
6.5

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