ALIENS - SCONTRO FINALE

(Aliens )

di James Cameron
TRAMA

Dopo 57 anni di deriva spaziale, la navicella di salvataggio di Ripley viene finalmente ritrovata. La nostra eroina scongelata viene a sapere che il pianeta natale del "suo" Alien, LV-426, è stato colonizzato. Col pianeta però, nel frattempo, si sono persi i contatti... chissà perché...


RECENSIONI

C’era stato il seminale Scott che aveva inaugurato un nuovo modo di intendere il monster movie generando fin troppi figli(astri), sarebbero arrivati un acerbo quanto già interessante David Fincher e infine la salutare virata europea di Jeunet ma, personalmente parlando, è il secondo IL capitolo della saga. Ottimo tecnico poco o nulla “Autoriale”, James Cameron lascerà infatti ai posteri, comunque vada, un grandissimo film. Se esiste la reificazione del vetusto concetto di senso del ritmo, questa è Aliens: trascorsa la fase preparatoria/suspensoria tipica del genere, dal 50º minuto in poi si viene catapultati su un ottovolante cine-fanta-action che lascia storditi quanto pienamente appagati. Il concatenarsi di indimenticabili “scene madri” ha del metronomiracoloso: il primo scontro con gli Aliens (molto ben giocato sul vedo-non-vedo delle soggettive “disturbate” dei marines), il soccorso di Ripley su mezzo corazzato, la distruzione della navicella di salvataggio –[pausa]- l’attacco dei “ragni” ai danni di Ripley e Newt nella stanza sigillata, l’assalto degli alieni segnalato dal mitico “bip bip” dei rilevatori di movimento, la fuga nei cunicoli (con commovente dipartita della macha Vasquez e di Gorman), la morte apparente di Newt (ancora una sequenza di “bip, bip” prolungata fino ai suoi limiti strutturali…) – [breve pausa in cui Ripley si arma fino ai denti (il nastro isolante… come dimenticare quel nastro isolante?)] – la discesa di Ripley nella tana della MadReginAliena, il vis à vis tra Madri in mezzo alle uova, gli ascensori, il salvataggio all’ultimo minuto antigriffithiano (niente suspense da montaggio alternato, qui, solo una grossolana, splendida sorpresa) – [finale apparente (ma nessuno avrebbe avuto di che lamentarsi)] – post/vero finale col botto, Ripley su mech antropomorfo vs. Madre di tutti gli Alieni, il risucchio dell’oltrespazio, l’androide dimezzato che chiude in bellezza. Per un totale di quasi 100 minuti di reiterato ed esaltante “arrivano i nostri” emotivo, piccoli grappoli di sequenze magistrali che rimangono impresse nella memoria, girate splendidamente, ognuna con una sua autonomia narrativa ed emozionale, da vedere e rivedere senza stancarsi mai per, bazinianamente, “riconoscerne la perfezione”. Al cosiddetto Cinema d’Azione non si può e non si deve chiedere di meglio. Rock&Roll!

Gianluca Pelleschi
Voto: 9




PelleschiRangoni Machiavelli
9 8.5

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