A CIVIL ACTION

(A Civil Action )

di Steven Zaillian
TRAMA

Un piccolo studio d'avvocati intenta una causa contro un colosso industriale: lo accusa di aver inquinato le acque, causando la morte di alcuni bambini.


RECENSIONI

Steven Zaillian è uno stimato sceneggiatore che passa con disinvoltura dallo script adulto e/o civilmente impegnato (SCHINDLER'S LIST) al copione più di cassetta (SOTTO IL SEGNO DEL PERICOLO): congiunge queste due anime nella sua seconda prova registica, dopo SOTTO SCACCO, un delicato ritratto d'infanzia passato per lo più inosservato. L'azione civile del titolo è quella intentata da David contro Golia e si muove quasi esclusivamente fra testimonianze, aule di tribunale e scrupoli di coscienza (di un avvocato cinico e rampante folgorato sulla via di Damasco: ma la sua conversione è troppo sussurrata). Basato su di un fatto realmente accaduto, si distingue per i dialoghi, il disegno squisito di alcuni caratteri e, di conseguenza, per la grande chance offerta ad un cast sopraffino di mettersi in mostra: Macy, Gandolfini (il Depardieu americano) e, sopra tutti, Duvall, con un personaggio bizzarro ed inquietante, emblema di una pellicola che gioca molto nel mischiare il dramma umano con i toni più brillanti. Il parallelo fra le lezioni universitarie di quest'ultimo e la loro dimostrazione pratica con il pivello (Travolta) in tribunale, è un tocco di classe, più unico che raro in un'opera che pare sempre sul punto di distinguersi dalla produzione di genere per poi immobilizzarsi, speculare al suo protagonista che gioca d'azzardo, si fa prendere dalla febbre e non ottiene risultati, imbavagliato dai cavilli. Anche il “classico dramma giudiziario” sembra avere l’audacia di una vittoria amara, insolita per quella Hollywood che fa sempre trionfare davanti ad una giuria la giustizia e la caparbietà del singolo: ma è colma di "omissioni" (anche SOTTO SCACCO si faceva vanto delle ellissi) perchè Zaillian non vuole darvi troppo risalto e preferisce precipitare gli eventi e la loro conclusione. Divertente l'incontro a Harvard con Sidney Pollack (produttore dell'esordio del regista).

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 6.5




Rangoni Machiavelli
6.5

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