CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT?

(Who framed Roger Rabbit? )

di Robert Zemeckis
TRAMA

Un magnate dell’intrattenimento viene assassinato: l’indiziato principale è un coniglio, e per giunta un cartone animato.


RECENSIONI

Gli stilemi del noir anni Quaranta s’innestano sul corpo del cinema di animazione: lontano (per sua e nostra fortuna) dall’universo zuccheroso di POLAR EXPRESS, Zemeckis realizza uno dei suoi film più vivi e compatti, pazzo cocktail in miracoloso equilibrio fra omaggio, parodia e puro delirio. L’indagine poliziesca è il pretesto ideale per un’irresistibile scorribanda lungo decenni di storia dei cartoni (innumerevoli le guest star, da Betty Boop a Dumbo, da Paperino alla banda Warner), ma il sorriso deliziato e complice (il magistrale prologo) sfuma impercettibilmente nella smorfia di dolore (i simmetrici drammi di Roger ed Eddie, il primo vittima hitchcockiana della giustizia e dell’amore, il secondo antieroe alla Bogart lacerato da un rimorso che assume oscure sembianze) e in un ghigno di terrore [la “salamoia”, strumento di un genocidio fatalmente (in)compiuto]. Sarebbe impossibile, ma soprattutto inutile, elencare le gag, le battute, le trovate di regia che affollano ogni inquadratura: solo la visione può rendere giustizia all’opera di Zemeckis, che fa di ogni attore un cartone animato (il giudice anticipa le morte viventi di DEATH BECOMES HER) e viceversa (la dark lady Jessica, doppiata da Kathleen Turner nella versione originale e da Paila Pavese in quella italiana).

Stefano Selleri
Voto: 8.5




Rangoni MachiavelliSelleri
8.5 8.5

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