PALOOKAVILLE

(Palookaville )

di Alan Taylor
TRAMA

Tre giovani amici disoccupati s'inventano rapinatori: al primo tentativo entrano in una pasticceria anziché nella gioielleria.


RECENSIONI

Uno "sleeper" (piccolo film di successo grazie al passaparola) che ringrazia, ammira e si scusa con Italo Calvino, fonte principale d'ispirazione. E' un amorevole e paradossale spaccato su dei novelli(ni) scalcinati malviventi, tanto simpatici ma (o perché) troppo buoni e fessi per riuscire ("Palookaville" è la città dei perdenti, nominata da Marlon Brando in FRONTE DEL PORTO). L'impostazione complessiva e l'umorismo sono lontani anni luce dai modelli del cinema americano, guardano alla nostra produzione anni sessanta e a I SOLITI IGNOTI: si viene a creare un curioso ed originale miscuglio di influenze, ben esemplificato dalla colonna sonora che spazia da motivi musicali in stile PANTERA ROSA alle sonorità felliniane di Nino Rota. Gli interpreti sono ottimi, l'esordiente Alan Taylor (proviene dai corti, dai videoclip e dalle serie televisive) imprime al tutto un felice ritmo geometrico, si mantiene su di una leggerezza sapida, con un'ironia sottile, dal sottofondo amaro, capace di misurarsi con una matrice assurda, sarcastica, giocando di gag sottotono (quando entrano nella pasticceria ed uno dei tre, tranquillo, si mette a mangiare le paste!). Il regista punta, più che altro, sullo sguardo partecipe ed affettuoso nei confronti dei tre protagonisti, le cui eccentricità, per forza d'abitudine, diventano familiari. Tutto ciò non impedisce all'opera d'essere spassosa, ricca di elementi buffi (la spoletta ai vecchi) e tocchi di "grazia" (lui che osserva lo strip di lei attraverso le finestre). L'ispirazione per il colpo grosso viene ai personaggi grazie alla visione del film STERMINATE LA GANG! di Richard Fleischer, ma il destino li condurrà ad un finale che è insieme una beffa ed un premio, all'insegna del miglior Calvino, che accetta le scuse, felice.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 7




Rangoni Machiavelli
7

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