LA CITTA' SCONVOLTA: CACCIA SPIETATA AI RAPITORI


di Fernando Di Leo
TRAMA


RECENSIONI

L’idea parte da un soggetto di Galliano Juso, con il quale Di Leo aveva già collaborato due anni prima nella realizzazione di Il poliziotto è marcio (sempre con Merenda protagonista), e, nonostante l’architettura narrativa, consegnata alla scrittura di Ernesto Gastaldi, Nicola Manzari e dello stesso regista, tenti affannosamente di dire qualcosa di diverso intorno al tema dell’anonima sequestri, argomento di indiscussa mordacità nell’attualità di quegli anni, si vede subito che La città è sconvolta…è un’opera su commissione. Di Leo, con tutta la professionalità autoriale di sua competenza, cerca invano di mascherare questo palese senso di non appartenenza al progetto filmico girando alla Di Leo e tuttavia non gli riesce il tentativo di affrancarsi dai limiti di certa convenzionalità (fatto salvo un final(on)e di rara spietatezza) anche laddove prova, pure con accattivante efficacia stilistica, a mescolare pathos e dynamis al fine di rendere funzionale la strategia diegetica fondata su misurati meccanismi di tensione (persino la musica di Bacalov è frutto di un’operazione di bassa autoreferenzialità, perifrasi che ci evita l’ingratitudine del termine riciclaggio). Nuoce di sicuro l’impianto schematico all’interno del quale si muovono i personaggi del dramma, maschere usate e abusate di un teatro dai contorni neanche troppo allusivamente socio-politici scopertamente manicheo in cui una fantomatica struttura delinquenziale a piramide tira le fila di un gioco al massacro coinvolgendo la sordida meschinità di un affarista alto-borghese che tratta sulla vita del figlio, il sentimento di rancore e vendetta lasciato crescere nel corpo e nella psiche del proletario di turno votato alla ribellione, il tutto sotto lo sguardo impotente delle forze dell’ordine che al di là delle solite complicità o connivenze trovano, come spesso accade nel cinema di Di Leo, nella figura del commissario Magrini (un Vittorio Caprioli che in questa pellicola giganteggia su tutti, anche su Mason) l’eroe “manzoniano” cui affidare la sincera weltanschauung dell’autore.

Mauro F. Giorgio
Voto: 6




Giorgio
6

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