BAD GUY

(Nappun namja )

di Ki-Duk Kim
TRAMA

Per pagare un debito Dun-hwa è avviata alla prostituzione; Han-ki la osserva, la desidera, segue ogni suo passo.


RECENSIONI
Belli e misteriosi

Kim Ki-Duk è un poeta romantico: lo conferma definitivamente con un’opera deviata e figurativamente suprema. BAD GUY realizza una storia d’amore marcia dentro: dal bacio violento dell’inizio sino all’ultima parvenza tenera (una spiaggia, di nuovo), costringendo ancora la protagonista sotto vetro, uccello in gabbia (BIRDCAGE) in tonalità calda e carnale virante sul giallo. Un film che vive del contrasto debordante, e per questo particolarmente distruttivo (l’effusione interrotta da un conato) non solo a livello scenico: una doppia svolta narrativa (l’odio e l’amore, la lite ed il contatto) viene scandita da I tuoi fiori di Etta Scollo, ammaliante ugola italiana (cfr. 5X2 di François Ozon), per ricordare l’enigmatica follia di un sentimento lontano dal normale.

Per inciso, la pellicola trova il tempo di ricoprire il vetro di un vasto apparato simbolico (prigione e nido d’amore – attraverso di esso i protagonisti si sfiorano in spaccati ineffabili – con esso Han-ki sarà terribilmente ferito), inscenare la sconvolgente violenza poliziesca, stavolta infima e materica (al contrario di FERRO 3), sfiorare garbatamente l’arcaico ciclo della Natura (una panchina come inizio e fine della storia) e disegnare una chiusura forse onirica (L’ISOLA...); Dun-hwa si trasforma kafkianamente in prostituta passando per diverse identità (la varia capigliatura), viene clinicamente osservata come un topolino in gabbia, sconvolge irrimediabilmente i tre corpi che le gravitano intorno finché la violenza, sfinita, si arrende alla possibilità di un amore. Questa prova bagnata (sangue, lacrime, vomito) calata in macabra ironia (il camper finale) incorona una sensibilità con pochi eguali, appena sospesa tra gusto e perversione. Un incanto estremo e commovente.

Emanuele Di Nicola
Voto: 8.5
  
(02/08/2010)




Di Nicola
8.5

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