REBECCA, LA PRIMA MOGLIE

(Rebecca )

di Alfred Hitchcock
TRAMA

Una giovane dama di compagnia sposa un aristocratico fresco vedovo. Ben presto la donna realizza che il marito è ossessionato dal ricordo della defunta.


RECENSIONI

Primo film americano di Sir Alfred, REBECCA ha del pomposo adattamento letterario (da Daphne du Maurier, la stessa de GLI UCCELLI) a malapena l’aspetto: malgrado le impressioni dell’autore (vedi il libro-intervista di Truffaut), questo è un film di Hitchcock da ogni punto di vista. L’anonima antieroina, GIOVANE E INNOCENTE capro espiatorio di nebulose pulsioni, è ignara pedina di un gioco feticista e necrofilo in cui già si avverte l’autodistruttiva ossessione di VERTIGO: nel castello di Manderley l’aporia è legge, IL SOSPETTO fiorisce in mezzo a ritratti d’(artefatta) epoca e angoli nascosti, e anche quando la razionalità sembra prendere il sopravvento (il prefinale da legal thriller) il fuoco del mistero mantiene il controllo della situazione (il visionario epilogo, ancora e sempre nel nome di Rebecca, creatura terribilmente affascinante – anche, anzi soprattutto, post mortem – quasi quanto lo zio Charlie de L’OMBRA DEL DUBBIO). Non mancano passaggi dimenticabili (l’idillio monegasco), figure minori non proprio originali (la cognata ideale), dialoghi a tratti troppo espliciti, ma la regia è di una sicurezza e di un’eleganza senza pari, cesellando un prologo fatato e gotico che sa proiettare la propria ombra dolce e funesta su tutta la pellicola, costruendo una tensione crescente a partire da banalità quotidiane (la furtiva goffaggine della protagonista), trovando nella panoramica che accompagna il racconto di Max una magnifica natura morta che è forse il punto più alto della presenza/assenza di Rebecca. Ottimi tutti gli attori, tremenda e grandiosa la Mrs. Danvers di Judith Anderson.

Stefano Selleri
Voto: 8




Selleri
8

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