BAD GIRLS

(Bad Girls )

di Jonathan Kaplan
TRAMA

Vogliono impiccare una prostituta che ha ucciso un cliente troppo espansivo. Riesce a fuggire con le colleghe, ma i suoi risparmi le vengono rubati da una ex-fiamma.


RECENSIONI

Negli anni settanta Kaplan veniva definito “Il pistolero del cinema” per le sue blaxploitation ed i vari action e/o on-the-road movies: è arrivato a dirigere un western solo vent’anni dopo, strizzando gli occhi a GLI SPIETATI (per il ruolo importante che hanno le signore del bordello) e carico della fama di regista “femminista” che si porta dietro da SOTTO ACCUSA. Il suo LE PISTOLERE parte come una traslitterazione di ADUA E LE COMPAGNE e si chiude con una epica/ridicola sparatoria in stile MUCCHIO SELVAGGIO (sotto i colpi di una mitragliatrice), ma non funziona, paradossalmente, proprio in quanto rinuncia alla exploitation in cui Kaplan era operaio qualificato, vale a dire a quella natura da b-movie spettacolare e spettacolarizzato, che non si prende sul serio e abiura il politically correct. Kaplan è come se si vergognasse del proprio passato artistico, per tutta la durata del film si ostina (almeno così pare: la pellicola ha avuto non pochi problemi produttivi) a mettere lo smoking ad una sceneggiatura casual, scritta (da un suo vecchio compagno d’armi, Ken Friedman) per essere un divertissement (l’umorismo non manca) con deliri (la frusta), eros e crudezze varie (che Kaplan edulcora), in un calderone che ripesca tutto l’immaginario del cinema di frontiera, fra rapine in banca, assalti ai treni e duelli di pistole. Kaplan tempera il tutto per le famiglie, si crede in serie A perché ha a disposizione un cast di dive (ma solo Madeleine Stowe e Robert Loggia riempiono lo schermo) e può affrontare un tema con cui stigmatizzare la società maschilista e violentatrice (in tutti i sensi) del gentil sesso: ma persino la drammaturgia dal fiato corto tradisce le sue radici ben differenti, ed il risultato è spesso disastroso.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 5




Rangoni Machiavelli
5

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