BASTA GUARDARE IL CIELO

(The Mighty )

di Peter Chelsom
TRAMA

Max è un ragazzo grasso ed impacciato, schernito dai compagni. Stringe amicizia con Kevin, un bimbo storpio dall'intelligenza vivissima.


RECENSIONI

Trasferta hollywoodiana per uno dei registi britannici più dotati e singolari della nuova generazione. Peter Chelsom, pur imbrigliato in uno schema preciso (basta guardare…AMICI PER SEMPRE di Peter Horton) da film per ragazzi dove, fra handicap e riscatto, si vogliono insegnare il valore dell'amicizia ed il senso della perdita, non si lascia certo appiattire e (come Terry Gilliam) sogna i cavalieri di Re Artù, il gigante buono, la vittoria del cervello e della fantasia sull'ottusità e la prepotenza dei "normali". Non va sottostimato il contributo decisivo della sottile e audace sceneggiatura di Charles Levitt (tratta dal romanzo di Rodiman Philbrick), ma è il regista (vedi le sue precedenti opere, IL MISTERO DI JO LOCKE, IL SOSIA E MISS BRITANNIA '58, e IL COMMEDIANTE) a portare oltreoceano quel suo tipico popolo di amabili "freaks", emarginati ma eroici nel coraggio, quel mondo eccentrico, incantato ed ancorato alla nostalgia del passato (soprattutto agli anni '40/'50, vedi il décor natalizio che scorre sulle note di "Jingle Bells"), ad etiche comportamentali perdute. È una favola "nera" commovente e liberatoria, insegna come "fuggire" dalla dura realtà per poi affrontarla a viso aperto con l'ingegno e la prodezza, superando i traumi ed i complessi che la crudeltà degli altri costringe a subire. I limiti possono trasformarsi in pregi nel momento in cui si uniscono le forze, quelle del cuore e del cervello, in sincrono. Senza retorica e facili meccanismi, Chelsom, le cui opere in madrepatria contenevano già chiusure catartiche tipiche d’oltreoceano, ci fa eccitare, gioire e piangere in simbiosi con i due simpatici protagonisti: anche noi, nel finale, corriamo disperati e proviamo un misto di ira e ammirazione davanti ad una beffarda sorpresa…in lavanderia. In mezzo a delle ottime prove generali, una menzione particolare la meritano le "macchiette" di Gillian Anderson e di James Gandolfini.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 7.5




Rangoni Machiavelli
7.5

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